Blog della Teca

Riflessioni sulla spiritualità, lo gnosticismo e il nostro modo di vedere la vita



Altre Spiritualità: dacci oggi il nostro pane quotidiano

Giovedì, 26 Febbraio 2015 00:00 Scritto da  La teca di Legnano e Milano
Un passo della preghiera recitata da Gesù nel Vangelo, “Il Padre nostro”, inizia con il verbo imperativo “dacci”: dai a noi (Gesù parla al plurale) che siamo i tuoi Figli. Sentirsi figlio è cosa non facile, perché sentirsi figlio di qualcuno vuol dire affidarsi a quel qualcuno.

Ma quanti di noi vivono con una lesione profonda nel loro senso di fiducia? Quanti non riescono a fidarsi? Sentirsi figli significa anche poter stare accanto alla nostra vulnerabilità, alla parte di noi che ci rende umani e compassionevoli.

Con questa breve affermazione Gesù ci invita a diventare uni e trini: Padre, Figlio e Spirito nonché attore, osservatore e (come avrebbe detto monsieur Gurdjieff) terzo punto. In un’espressione, ci invita alla considerazione esteriore.

E cos’è poi questo PANE che dovrebbe darci il Padre? Il pane viene fatto con il grano, il cui chicco è un seme, che viene posto nell’oscurità della fredda terra per morire e trasformarsi in frutto.

Perché, quando la piantina emerge dal terreno, scopre l’aria e la luce e con il tempo si trasforma in una splendida spiga. Ma ecco che arriva il tempo della messe: le spighe vengono falciate e poi battute, poiché i chicchi devono essere separati dalla paglia, portati al mulino per la macina e diventare farina, che a sua volta verrà mescolata con l’acqua per diventare impasto e cotta nel forno, per arrivare alla fine sulle tavole degli uomini, trasformata in pane, ed essere mangiata.

Quante trasformazioni e sofferenze ha dovuto patire quel piccolo chicco! Eppure, esso è felice perché serve da nutrimento.

Tutte queste tappe sono le tappe evolutive che affronta l’iniziato nel suo viaggio di trasformazione, diventando alla fine Nutrimento sulla tavola del Signore. Così come fa il pane …

Il pane è un alimento, ma non ci si nutre solo di elementi “materiali”.

Secondo il maestro armeno G.I. Gurdjieff, questo “pane” è composto in realtà da tre diversi tipi di nutrimento: aria, cibo e impressioni. Tutti e tre sono indispensabili per la nostra sopravvivenza, ma se senza cibo si può resistere per qualche tempo, senza ossigeno e impressioni non è possibile…

Cos’è allora – veramente – il “nostro pane quotidiano”? A quali alimenti permettiamo di entrare ogni giorno in noi stessi? Quali sono i veleni emozionali che mangiamo e produciamo quotidianamente?

Andando a lavoro e per strada incontriamo cartelloni pubblicitari che trasmettono messaggi al nostro corpo, accendiamo il nostro smartphone e ci arrivano decine di “sollecitazioni digitali”, ascoltiamo la radio… Insomma siamo stimolati continuamente e spesso non ce ne rendiamo più conto, perché ne siamo assuefatti e dipendenti. Fermiamoci, piuttosto, e chiediamoci: Che cosa stimolano in me questi messaggi? Che cosa mi trasmette lo sguardo di quel passante? Cosa mi dice un post Facebook?

Nel mio pane ci sono tantissime cose che, attraversando la porta dei miei sensi, si depositano nell’inconscio per andare a formare una materia tanto cara alla mia psiche.

Coscienti di questo allora, quando vediamo un paesaggio naturale piuttosto che lo sguardo di un bambino, fermiamoci a godere di quanto vediamo, della sua bellezza, e lasciamoci pervadere da quanto ci viene donato gratuitamente.

Nutriamoci del Padre nostro che si manifesta davanti ai nostri occhi, nutriamoci delle opere grandiose dell’uomo, dei segreti in essi celati, e nutriamoci di quella Fonte che è nascosta dentro di noi durante la Meditazione.

Questo mondo ci sovra alimenta, senza possibilità di rifiutare, di dire: No grazie, non mi va. Per questo dobbiamo conquistarci la libertà di chiudere il nostro vaso, e volontariamente introdurre un pane di qualità, un pane nutriente, fatto d’Amore.

Ricordiamo che ci nutriamo di pane e che siamo pane: i nostri pensieri sono pane così come le nostre azioni e le nostre parole. Non sarà sempre “buono”, ma coltivando la presenza e il ricordo rimarremo sul cammino che ci aiuterà a essere un pane di qualità.
Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 19:08
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