Blog della Teca

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Attualità: Critica all’Esoterismo “Fast-Food”

Venerdì, 31 Ottobre 2014 00:00 Scritto da 
Ti è mai capitato, camminando per la strada, di essere colpito da stimolanti pubblicità di corsi e workshop esoterici o di crescita personale? Di essere folgorato da slogan efficaci che ti promettono di realizzare te stesso, acquisendo la conoscenza di segreti e tecniche occulte?
Puoi facilmente notare che siamo invitati costantemente a dominare pratiche e imparare a programmare il nostro futuro, eliminare la paura, l’ansia o le difficoltà della vita, ottenere ed essere padroni di un potere o di una tecnica che cambieranno la nostra esistenza.
È sufficiente porre attenzione ai volantini e alle locandine su cui cade il nostro sguardo. Siamo frequentemente invitati a partecipare a iniziative che non richiedono sforzi, soprattutto quello personale di metterci in discussione, e non ci chiedono impegni protratti nel tempo.
Una serata qui o là, una domenica fuori città ci consentirà di appropriarci dell’ambita (antica o nuovissima) Conoscenza, che finalmente ci apparterrà.

Il panorama è ampio e va dai cristalli alla lettura dell’aura, passando per la PNL, lo Yoga della risata e diete che ci riequilibrano energeticamente. Molti di questi strumenti possono avere di per sé significato e anche essere oggetto di un serio studio, ma la maggior parte delle volte sono essi stessi sviliti e resi superficiali. Tutto questo viene poi miscelato e rimodernato in base alle esigenze dell’uomo occidentale contemporaneo, con la promessa di svelare i segreti dell’uomo all’uomo stesso. E così noi potremo adornarci di nuove conoscenze e capacità che ci faranno evolvere.
Con il nostro entusiasmo in tasca, basandoci sulla Legge di Attrazione, possiamo accedere ai più svariati percorsi, somministrati da “Coach” di successo. Senza chiaramente intaccare il nucleo centrale dell’immagine di noi stessi: la tutela è garantita.
Contratti chiari ci aiutano ulteriormente, ci indicano precisamente il rapporto costo/impegno/beneficio. Allora noi crediamo nel fantastico affare che ci si presenta e cominciamo a pensare su cosa investire le nostre prossime 200 euro (come minimo!)
Nulla ci vieta di farlo: evolversi è perfettamente lecito.

È dura ammettere che molte delle cose che scegliamo manifestano in realtà la nostra esigenza di affermare il nostro io immaginario.
La forza di questi messaggi dipende dal fatto che catturano la nostra attenzione, facendo risuonare in modo del tutto automatico il nostro centro emotivo. Restare all’erta, riconoscendo cosa si muove in noi, ci può dare quel po’ di  vantaggio che ci rende un po’ più lucidi, in contatto con i nostri bisogni profondi e, di conseguenza, ci permette di mettere in atto scelte più appropriate.
Sì, pochi sforzi. Ma parlando di sforzi, essi ci dovrebbero portare ad un percorso di trasformazione, a un nuovo pensiero e a nuovi sentimenti che ci avvicineranno a una realtà più grande, alla comprensione del significato della Via e quindi della vita stessa.

Il mistico medievale Meister Eckhart faceva la distinzione tra “uomo esteriore” e “uomo interiore”, insistendo sul distacco dalle cose come grande tema di riflessione. Questo concetto è presente in molte tradizioni di sviluppo dell’uomo.
L’uomo esteriore è legato non solo ai bisogni del proprio corpo, ma anche alle necessità di una vita di relazione, nella quale vuole sentirsi curato, amato e riconosciuto. Strumenti e capacità di vario genere, seppure di provenienza esoterica, possono condurci ad alimentare il nostro uomo esteriore perché, per esempio, hanno la possibilità di esercitare un potere di fascinazione sulle persone. Ci danno così la sensazione di migliorare la nostra vita di relazione.
Che sviluppo ci può dare una tecnica o una conoscenza che non ci inviti a svolgere un lavoro profondo di conoscenza interiore, di autosservazione e comprensione di noi stessi, che in definitiva non sia collegato a un complesso viaggio interiore?
Stiamo accrescendo la Conoscenza tanto quanto l’Essere?

Possiamo insieme riflettere se in realtà questo tipo di conoscenza “fast-food” ci avvicini o ci allontani da ciò che stiamo cercando: il nostro vero Sé.
Queste proposte, al contrario, rischiano di allontanarci dalla nostra fragilità, costituiscono uno strumento che può lenire o eclissare le nostre parti ferite o scomode: in definitiva sono un magnifico meccanismo di difesa.
Dopo esserci fatti irretire dalla pubblicità ed aver investito tempo e denaro alla rincorsa di nuovi poteri, spesso proviamo una soddisfazione effimera, passeggera, ritrovandoci alla fine ancora più poveri. È la stessa cosa che accade nella rincorsa al successo esteriore e ai suoi simboli (l’auto nuova, la casa bella), nel tentativo di riempire un Vuoto che non troverà mai soddisfazione, con l’“aggravante” che l’intenzione iniziale è di andare nella direzione opposta all’appagamento materiale.
Guardiamo con accoglimento e compassione sincera questa parte di noi così infantile e ingenua, facilmente “abbindolabile”, ma allo stesso tempo ritroviamo una franca indignazione, perché possiamo imparare a proteggere dallo scempio delle leggi di mercato la nostra parte più bella.

Avvicinarsi alla propria debolezza significa comprendere in che cosa consiste una vera relazione umana: per questo è necessario apprendere dove si trovano e come sono fatti i nostri limiti.
Nel nome del Lavoro o della Conoscenza, corriamo il rischio di alimentare un “io” di turno, che in questo modo acquista potere. Lo conosciamo con il nome di “Ego”.
Questo rischio appartiene comunque a tutti i percorsi. L’allontanamento dalla nostra umanità avviene quando ci sentiamo bravi e crediamo di essere arrivati da qualche parte: un rischio reale al quale è sottoposto ogni cercatore in alcune fasi del proprio cammino.
Fa parte del gioco. Tutti noi siamo divisi tra l’uomo esterno e l’uomo interno nel viaggio di ritorno a noi stessi.
La vera ricerca conduce all’obiettivo di vivere queste due nature all’unisono, in armonia.

Lo scopo nella Via è diventare l’uomo interiore, essendo però in profondo contatto con l’uomo esteriore in noi, con le sue richieste e possibilità. Da qui l’importanza fondamentale di lavorare sulla relazione. Sarà l’uomo interiore però a percorrere la Via, avvicinandosi per prima cosa al proprio dolore e sentendosi poi parte di un Tutto impregnato di Meraviglia.
Questo è lo scopo ultimo e primario dell’Uomo. E non esistono ricette fast-food né leader carismatici che possano condurci in tempi brevi e dietro cospicuo pagamento attraverso questa straordinaria e misteriosa avventura.
Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 22:52
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Commenti (2)

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Complimenti per l'articolo, che mette in chiaro alcuni aspetti sui quali da tempo mi trovo anche io a riflettere.
Da una parte, sulla fame delle anime che cercano una strada per la pace e liberazione, che è diventata fame bulimica perché sedotta da mille chimere pseudoesoteriche che mai saziano perché piene di forma ma povere di reale sostanza...
Dall'altra, il business della Conoscenza da parte dei mercenari dello Spirito, che si arricchiscono sulle spalle di persone che stanno solo cercando una direzione…
La Conoscenza ci è stata data IN DONO, è per tutti, e chi ne ha avuto accesso dovrebbe RESTITUIRE IL DONO non farne merce di scambio. Usando oltretutto come giustificazione lavacoscienza la frase ormai sentita e risentita del "Se questa Conoscenza ti spetta vedrai che l'Universo ti farà avere i soldi per pagare questo corso..."

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Grazie per questo articolo, mi ha fatto riflettere su fare o no un corso che avevo in mente di frequentare e soprattutto perchè farlo.

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