Blog della Teca

Riflessioni sulla spiritualità, lo gnosticismo e il nostro modo di vedere la vita



Enneagramma: sesta influenza, Saturno

Mercoledì, 11 Maggio 2016 20:29 Scritto da 
1. Descrizione del mito greco-romano di Saturno
Nella mitologia greco-romana tutto ha inizio da Urano, dio del Cielo, e da Gea, la Terra. Si narra che Urano ogni notte si univa alla sua sposa Gea, fecondandola. Urano però non accettava i suoi figli per paura e li nascondeva in grotte e caverne impedendo loro di vedere la luce. Gea, molto addolorata da tale comportamento, non tollerava più di vedere i suoi figli ricacciati nel suo interiore pietroso. Così decise di vendicarsi e ne parlò con i suoi stessi figli. Il più giovane tra questi, Crono (Saturno per i Latini), promise che avrebbe punito il padre. Fu così che una notte, quando Urano si avvicinò a Gea per unirsi in un amplesso, Crono uscì dal nascondiglio e lo evirò con la falce donatagli dalla madre.
Fu così che Crono divenne il nuovo signore del cielo, sposò la sorella Rea, una divinità della terra come la madre, e dalla loro unione nacque la prima generazione degli dei dell’Olimpo: Estia, Demetra, Era, Ade, Poseidone e in ultimo Zeus.

Un giorno però un oracolo gli predisse che avrebbe subito la stessa sorte del padre, da lui detronizzato. Crono per paura che ciò si avverasse decise allora di ingoiare tutti i suoi figli, divorandoli. Ma Rea, prima di partorire Zeus, chiese aiuto ai genitori Urano e Gea per salvare questo figlio e ricevette un suggerimento. Avvolse una pietra con delle fasce e la diede a Crono lasciandogli credere che al suo interno vi fosse il neonato Zeus. Crono lo divorò ignaro e così Zeus fu salvo.
Quando Zeus crebbe, riuscì a far risputare al padre tutti i figli che aveva trangugiato e, insieme a loro, gli mosse guerra. Dopo dieci anni Zeus, aiutato dai fratelli, dai Giganti e dagli Ecatonchiri, vinse e Crono fu incatenato nel Tartaro, mentre Zeus prese il posto del padre.
Dopo una sofferenza durata tre generazioni, Zeus fu il figlio che interruppe lo schema e, anziché uccidere o ferire il padre, si limitò ad allontanarlo. Crono trascorse un lungo periodo di isolamento e di dolore al termine del quale padre e figlio si riconciliarono e Crono pose la sua sede nell'Isola dei Beati. Qui si trasformò in un re buono, dedito alla prosperità del suo regno, un dio dell’agricoltura che governava con saggezza ed equilibrio.

2. Indicazioni per il riconoscimento dell’influenza saturnina: il leader
Il Saturnino è molto intelligente, ma non si fida dell'altro. È sempre diffidente, anche quando non c’è motivo. Cerca di controllare tutto per non essere preso di sorpresa. Ha paura di essere ingannato. Ha la tendenza a vivere delle relazioni in cui è possibile che venga abbandonato per confermare la sua sfiducia nel mondo. Non si innamora mai in modo travolgente per paura di essere ingannato. Non fidandosi di nessuno - nemmeno di se stesso -, il Saturnino ha la propensione a rivolgersi a qualcosa di più grande, a Dio. Nelle relazioni difficilmente si sente rilassato.
Nell'infanzia è stato un bambino intelligente che ha imparato presto a osservare e a controllare la mamma. Per questo è molto attento, sensibile e un buon osservatore. Non ha un buon rapporto con il corpo, non sa muoversi in maniera libera. Non sa delegare.

3. Indicazioni per il riconoscimento dell’influenza saturnina
Il Saturnino è lento e non ama essere al centro dell'attenzione perché lo trova eccessivo e detesta chi lo fa. Per lui i valori, le radici, le tradizioni sono importanti. Ama tenere le cose sotto controllo anche in modo occulto. Osserva, cerca di sapere cosa le persone pensano di lui.
Il Saturnino ama parlare del suo mondo interiore. Fa fatica a lasciare le redini. È rigido anche nel muoversi. Ha difficoltà a lasciarsi andare. Possiede un giudice interiore estremamente forte, che tende a proiettare all’esterno. È spesso serio e poco sorridente.
Il Saturnino è in contatto con le proprie emozioni e le manifesta, anche se crede profondamente che nessuno lo possa aiutare. Si sente fondamentalmente solo. Ha continuamente bisogno di dimostrare a se stesso che è vero che non può fidarsi degli altri.
Ultima modifica il Mercoledì, 11 Maggio 2016 20:58
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