Blog della Teca

Riflessioni sulla spiritualità, lo gnosticismo e il nostro modo di vedere la vita



la morte maestra di vita: Il senso della morte e del dolore

Venerdì, 31 Gennaio 2014 17:21 Scritto da 
Stamattina mi alzo di buon ora e decido di non andare a lavorare e di prendermi un giorno per me stessa e andare al mare... è una bellissima giornata di sole e d'estate ... sono sola in compagnia degli appunti di un seminario appena svolto e di un panino.
Sono molto presente a me stessa. "Perchè oggi sono presente in questo modo a me stessa?"  Tante domande nascono nella mia mente, mentre guido, in questa splendida e torrida giornata di sole.
Ieri sera mi sono addormentata  leggendo Robert E. Burton: "Il significato nascosto della vita sulla terra è la creazione di un'anima attraverso l'instancabile processo del Ricordo di Sé. Il Ricordo di sé è il solo fenomeno che domina il tempo e la morte". La mia mente non capisce,  tra questo e gli interventi del conferenziere sul Ricordo di sé al seminario... mi auguro buon Lavoro interiore!!!
 
Mi sorpassa una moto con 2 persone a bordo, va a schiantarsi contro un tir che svolta a sinistra, l'impatto è tremendo, io stessa sono costretta ad eseguire una manovra pericolosissima che, per non urtare le 2 macchine che ho davanti, porta la macchina a fermarsi nella cunetta. La scena è terribile, io e altri due automobilisti cerchiamo di bloccare le macchine che avanzano sul luogo dell'incidente, la strada è molto trafficata.
Mi rendo conto che il conducente della moto è gravissimo mentre la ragazza non riporta niente di grave,  il casco è spezzato in due, capisco subito che le ruote del tir sono passate sopra al collo del ragazzo, spezzandogli la base cranica, ma è ancora vivo, grazie al casco, anche se perde molto sangue dal naso e dalle orecchie. Vicino a me c'è una dottoressa che mi dice di lasciarlo nella stessa posizione in cui l'abbiamo trovato, la guardo e le dico che morto per morto voglio tentare di far qualcosa... La dottoressa nel frattempo chiama il 118, io tolgo il casco (cosa non facile) e inizio il massaggio cardiaco sentendo sotto le mie mani la gabbia toracica sfondata. Perchè oggi sono presente a me stessa in questo modo? Gli occhi del ragazzo guardano i miei e io,  tra lacrime, sudore, senso di impotenza, continuo a praticargli il massaggio cardiaco inchinata sull'asfalto a 38°, sapendo che è tutto inutile. Accompagno quel ragazzo nel suo ultimo viaggio, i suoi occhi abbandonano i miei e si rivolgono al cielo per un ultimo sguardo. La sua ragazza non si dà pace... "Perchè proprio lui? È un bravo ragazzo, gli ho detto mille volte di non comprare quella maledetta moto!"

Perchè questa domanda legittima sulle ragioni del morire ingiustamente accompagna le nostre vite? A volte vorremmo convocare Dio ad un processo: "perchè ti porti via un ragazzo giovane, bravo che ha dinanzi a se tutta la vita?" Da chi dipende la morte ingiusta di qualcuno... da Dio o dall'uomo?
Rivivo in quel momento l'ultima volta che vidi lo sguardo di mio padre morente in un letto di un ospedale, aveva lo sguardo sorridente e anche se avevo 13 anni quello sguardo mi accompagna tutt'ora.....
Nel frattempo giuingono ambulanze, elicottero con medici e infermieri che non fanno altro che constatarne il decesso.
Quel corpo in mezzo all'asfalto, io e un poliziotto copriamo quel povero corpo con un lenzuolo... guardo l'orologio sono le 10,30; faccio la mia ormai abituale  preghiera seduta vicino a Maurizio, 28 anni.... questo è il nome del ragazzo, in vacanza per la prima volta in Sardegna!
Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 19:46
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Ero lì che pregavo con te a tutti i perché che non hanno risposte e mai ne avranno
avevo le lacrime agli occhi e la mia anima volava lontano,ad accompagnare ogni persona che torna dal padre

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E' stato molto forte leggere questo racconto, perché inevitabilmente mi riporta anche al mio vissuto, ad un amico di soli 23 anni che se ne andato proprio in questo stesso modo, qualche giorno prima si era fatto fare un tatuaggio e melo aveva mostrato, sembrava soddisfatto di ciò che esibiva sulla sua pelle, pensando di portarlo per tutta la vita che ancora avrebbe vissuto. Tutto questo mi fa pensare a come quotidianamente si ha la percezione illusoria di poter vivere per sempre, e si trovano mille motivi per lamentarsi, per scoprire poi (a volte troppo tardi) che ci sono diecimila motivi per ESSERE FELICI.

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La morte di un ragazzo, la morte di un bambino. Sono eventi che non appartengono al "normale" ordine delle cose, secondo noi. Sono talmente innaturali da non potersi comprendere o accettare. Ma cosa e' normale? Cosa e' naturale? E cosa implica saper davvero comprendere e accettare quanto ci accade in questa dimensione? Non lo so. Ma sento che questo ultimo sguardo tra due esseri prima che uno dei due si volga verso un'altro Sguardo racchiude molte risposte.

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Ho pensato che anche io vorrei morire avendo di fronte uno sguardo amoroso e una mano calda che tiene la mia. Non so augurarmi un migliore accompagnamento verso ciò che più mi incute paura.

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Es muy hermoso todo el suceso a pesar de que es trágico, pero veo y siento muy hermoso el hecho de que una persona que ha iniciado ya un camino espiritual sea la que le toco ver morir a este joven, ESTOY SEGURO QUE EL MURIÓ VIENDO UNA HERMOSA MIRADA DE AMOR.

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Tutti abbiamo un passato e un presente. Il futuro non è scontato, ma noi siamo sempre proiettati al futuro, quello che dobbiamo fare... lavoro, macchina, spesa... Il passato spesso gestisce il nostro presente. Dove siamo?

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