Blog della Teca

Riflessioni sulla spiritualità, lo gnosticismo e il nostro modo di vedere la vita



La Porta del Perdono

Mercoledì, 16 Dicembre 2015 00:00 Scritto da  Luciano Cercatore
Ho appena finito di scrivere sul Giubileo voluto da Papa Francesco e sull'apertura della Porta Santa per l’8 dicembre, giorno caro a tanti fratelli cattolici. Mi colpisce che il Papa abbia inaugurato l’anno della Misericordia in Africa pochi giorni prima, tra gli ultimi della Terra (come hanno titolato molti miei colleghi).
Da cristiano-giornalista-laico-cercatore rifletto: oltre che voler perdonare la violenza subita, è bello quando la cristianità del nuovo millennio chiede perdono per la violenza inflitta ad altri popoli e culture. È più facile sentirsi vittime che ammettere di essere stati anche carnefici.  
 
Per me il perdono non è un atto unico e univoco, ma è un cammino di reciproca compassione per tutte le volte in cui siamo stati vittime e carnefici gli uni per gli altri, dimenticando che ogni più piccolo gesto compiuto verso chiunque lo riceve il Cristo che è in entrambi.  
 
E poi mi chiedo cosa significhi simbolicamente per me cercatore dell'Uno oltrepassare la soglia oltre la quale è possibile ricevere la grazia del perdono.
Di quale soglia si tratta? Di quale perdono ho bisogno?
Mi sto dando le mie risposte, ma mi farebbe piacere anche conoscere le tue.
 
Un abbraccio nell'Unione
Ultima modifica il Mercoledì, 18 Maggio 2016 19:52
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parecchi anni fa chiesi al mio insegnante di yoga come perdonare e lui mi rispose esattamente così: "per donare bisogna avere e per avere bisogna essere. e tu sei? " stò ancora cercando di capire.

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Ciao Luciano,
la Chiesa chiede perdono per azioni che altre persone, in nome di un'Istituzione e ideologia,
hanno compiuto centinaia di anni fa; non so, sai, se sia un passo difficile da percorrere;
penso adesso, per esempio, se il mio bisnonno fosse stato un nazista, penso a me che chiederei
perdono per le azioni compiute dalla mia famiglia in passato. E' un bell'atto, ma mi chiedo se comportasse fatica per me ammettere una colpa che io oramai non ho, perche' io sono oggi una persona differente dal mio bisnonno, cosi' come anche i membri della Chiesa di oggi non sono piu' le stesse persone di un tempo.
Sono d'accordo con te quando dici che il perdono sia un atto di 'reciproca compassione':
chiedere perdono comporta sincera empatia per il dolore che abbiamo inflitto agli altri,
e nello stesso tempo perdonare vuol dire comprendere la dignita' del desiderio di espiazione che il nostro carnefice ci porge.
Di quale perdono ho bisogno io? forse di non esser stata abbastanza capace nella reazione
quando avrei dovuto aiutare qualcuno, chiedere perdono per le mie aggressioni,
per i miei egoismi. La soglia da oltrepassare, pero', potrebbe essere un sincero pentimento che non sempre possiamo porre direttamente alla persona offesa, perche' troppo tardi.

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Caro Luciano, sento molto vere le tue parole: il perdono è un cammino di reciproca compassione e di profonda umiltà nel riconoscere il Cristo che è in ognuno di noi. Ti ringrazio perché mi aiuti a ricordare come nella mia vita sono riuscita a perdonare una persona cara, quando mi sono perdonata. Quando mi sono spogliata dell’orgoglio e non mi sono più sentita “migliore” di lui. Quando ho riconosciuto e accettato con dolore i miei sbagli, i miei difetti che rifiutavo di vedere e ascoltato le bugie che raccontavo a me stessa.Ho desiderato tanto di perdonare ed essere perdonata perché egocentricamente volevo sentirmi bene con me stessa, poi mi sono accorta che perdonare non è un'azione che potevo decidere razionalmente di fare e mi sono sentita ancora peggio con me stessa. Il perdono, proprio come dici tu è un cammino di reciproca compassione. Il perdono si è manifestato spontaneamente dentro di me dopo diversi anni e un lungo periodo di silenzio interiore. Nel perdono ho sentito di accogliere me stessa veramente per come sono ed accogliere lui per come è, con amorevolezza e pace. Questa è la mia esperienza. Ti auguro di trovare le risposte che cerchi e sentire il perdono nel tuo cuore.
Ti abbraccio

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