Blog della Teca

Riflessioni sulla spiritualità, lo gnosticismo e il nostro modo di vedere la vita



La luce nell'ombra

Mercoledì, 22 Ottobre 2014 00:00 Scritto da  Luciano Cercatore
Ti parlerò della resa dei conti. Ieri alle 10 incontro con il caporedattore e gli altri freelance.

Nervoso, l’irritazione scorre come un fiume sotterraneo, mentre mi innaffio con una doccia bollente, le pupille sono appannate, come i vetri che mi inscatolano in questa porzione di bagno. Il cuore pulsa denso di pura ruggine, una gabbia si chiude sul mio petto.

Le scale due alla volta, pensieri che rimbalzano, nella mente ancora l’eco delle sue parole, dopo la censura al mio articolo sui poteri forti: “Luciano, l’articolo te lo paghiamo come se fosse stato pubblicato, è una buona somma di questi tempi, di cosa ti preoccupi? Vattene a casa tranquillo”.

Tavolo ovale, mi siedo, calma apparente, i colleghi scomposti, alcuni tablet, alcuni taccuini, in altri tempi saremmo stati avvolti da un denso fumo di sigaretta. Ecco il caporedattore. Le sue stecchette nel colletto della camicia fanno da contrappunto agli occhiali tondi tondi.

“Allora ragazzi, nei prossimi articoli voglio più realismo... dovete farmi sentire la rabbia della gente per questa crisi, voglio interviste ai negozianti, a chi ha perso il lavoro... i miei lettori hanno bisogno di immedesimarsi, ma senza esagerare, mi raccomando…”

Esplosione tra il fegato e lo stomaco, sto per dirgli che lui e l’intera redazione sono degli squali, a cui non interessa la verità, ma solo emozioni da circo per anestetizzare la gente.

Mi controllo: “Il mio articolo sulle ragioni della crisi però non è stato pubblicato”. Sta parlando il Luciano adulto o il bambino ferito non considerato?

Sorriso di gomma: “Parlavo appunto di esagerazioni…”

L’aria e il gruppo si spaccano, si apre una discussione su cosa allora si può e non si può dire, tutto molto pericoloso per noi che non abbiamo un contratto. Forse anche alcuni colleghi sentono ciò che sento io, mentre altri li vedo con un elmetto diverso, nella trincea opposta, ma non certo per credo.

Il caporedattore è in difficoltà, la squadra non c’è e non si parla dei prossimi articoli. La discussione procede ed ecco emergere i bisogni personali, velati da esigenze lavorative.

Una parte di me ha parlato, senza far troppi feriti, sto metabolizzando. Vedo la scena come da lontano, piccoli uomini che contendono perché bisognosi di qualcosa. È strano, ma mi sento meglio, non mi interessa più tanto come andrà a finire, il rumore delle parole si fa ovattato.

Ciascuno di noi torna a casa senza una sentenza, con un articolo da consegnare, spoglio di desiderio e magari con la voglia repressa di rompere tutto. Nel corridoio incontro il caporedattore che a denti stretti mi sibila: “Lo vuoi capire o no che Banca Oscurania ci finanzia e certe cose non le possiamo dire?” Capisco, questo mondo ha i suoi padroni. È vero, dimenticavo.

Ci vorrà tempo per farmela passare. Ma se ascolto bene, una piccola luce sta sorgendo dall’ombra. Non comprendo ancora tutto, ma ho la certezza che questa luce non possiede padroni.

Ti abbraccio nel Cammino di Verità

Luciano Cercatore
Ultima modifica il Sabato, 21 Maggio 2016 18:27
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Che bello sentire la libertà che ti libera da un mondo opprimente ed oppresso. Dai Luciano continua a cercare la luce per tutti noi che seguiamo le tue ricerche, condividendo i tuoi sforzi! A presto. Ugo

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  Ospite

Grande Luciano ,
mi immedesimo completamente nella situazione, anche a me sarebbe venuta vogllia di spaccare tutto!!!!
Ogni tanto un pò di sana catarsi ci vorrebbe che vuoi che sia una sedia che si frantuma!!!!Grandeee

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  Ospite
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