Blog della Teca

Riflessioni sulla spiritualità, lo gnosticismo e il nostro modo di vedere la vita



Nessuno è normale

Mercoledì, 06 Maggio 2015 00:00 Scritto da  Luciano Cercatore
“Visto da vicino nessuno è normale”, diceva Franco Basaglia. Ma soprattutto lo dice Freddy, con singolare veemenza, mentre assaporiamo la nostra birra, che però mi va di traverso, perché intuisco dove vuole arrivare.
Sta cercando di convincermi a farmi aiutare da uno psicoterapeuta, per superare quella lui ha diagnosticato come la mia depressione di questo periodo. In tempi passati avrei rifiutato l’idea dello strizzacervelli, ma adesso che mi sento così rimescolato, sono anche disposto a pensarci su…

Con una certa convinzione, ribatto tuttavia che Greta, la nostra amica perennemente ansiosa e depressa, è in psicoterapia da quando era una ragazzina e ora, a cinquant’anni suonati, non ha ancora cavato un ragno dal buco. Anzi! Le sue problematiche si sono ingigantite, e l’analisi si è trasformata nella migliore stampella. Come in una qualunque banale dipendenza.

Ci aveva detto di sentire il bisogno di essere accompagnata in un viaggio di avvicinamento alle proprie ferite, che suona anche bene. Ma la vedo sempre in cerca di modi per nascondere le sue debolezze.
Anche l’analisi si può trasformare in un gioco delle parti, dove ognuno ha un ruolo fisso e rassicurante, che non porta alcun cambiamento.

Che ne pensate voi?

La voce di Freddy rompe la mia immaginazione con un suo tipico momento saggio: “La motivazione si rinnova ogni giorno… Con il desiderio e il coraggio di guardarsi dentro, e di conoscere anche le parti di cui ci vergogniamo!”

Per Jung, la sofferenza mentale è un ‘male dell’anima’. Il requisito essenziale di ogni analista è quello di aver già compiuto il viaggio di conoscenza dentro di sé, per tenere con fermezza un piede dentro ed uno fuori dalla situazione. È una guida al servizio dell’anima di chi intraprende il Viaggio.

Si lavora l’uno accanto all’altro, come due minatori, nelle profondità più buie dello psichismo.
Alla ricerca di una luce che risani l’anima. Con lo scopo di guarire.

Forse decidere di farsi accompagnare nella selva oscura è già un segno di Rinascita.


Luciano Cercatore
Ultima modifica il Sabato, 21 Maggio 2016 18:44
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Caro Luciano e cari amici lettori, anche uno psicoterapeuta può non aver completato il suo viaggio e ugualmente porsi come accompagnatore affidabile di chi si mette nelle proprie mani.Magari è proprio perchè mantiene un'apertura al mondo di un altro che per una parte può stare dentro di sè e a fianco del paziente se ha risolto le proprie questioni,ma può anche imparare dal paziente e continuare il suo viaggio grazie a lui, oltre che dalle proprie ferite ancora aperte.E' nell'incontro tra i due che si manifesta la magia del cambiamento,nell'onestà reciproca e nella bellezza della trasformazione del dolore dell'altro che fa da verifica alla propria elaborazione.Ho molti colleghi che non hanno mai fatto un percorso di analisi o di psicoterapia;a volte li invidio per la loro sicurezza, a volte mi chiedo come sia possibile non entrare nella propria selva oscura.Per quel che mi riguarda ho intrapreso ciclicamente dei percorsi in varie fasi della mia vita privata e professionale ed ogni volta mi è stato utile un confronto e una "revisione" della nostra macchina .Farsi accompagnare può fare la "differenza",ma non essere la soluzione definitiva a tutti i problemi, e richiede,oltre al necessario desiderio di guardarsi dentro e di potersi fidare, anche il coraggio di separarsi dal terapeuta,con o anche senza il suo accordo,se si sente che il limite della terapia è stato raggiunto.Accompagnamento sì, ma per camminare da soli e spesso la terapia crea troppa dipendenza.Comunque vada, nello spazio terapeutico, dove accoglienza e rispetto sono le fondamentali regole del setting,è importante parlarne sempre e non lasciare sospesi.

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"......l’analisi si è trasformata nella migliore stampella. Come in una qualunque banale dipendenza."
"il bisogno di essere accompagnati in un viaggio di avvicinamento alle proprie ferite. .......modi per nascondere .......debolezze.
Anche l’analisi si può trasformare in un gioco delle parti, dove ognuno ha un ruolo fisso e rassicurante, che non porta alcun cambiamento."
Vero vero, tutto vero Luciano; pochi, veramente pochi sopportano il confronto con il proprio abisso; pochi sono disposti a sporcarsi le mani con se stessi perché in gioco c' e' la consapevolezza e pochi veramente pochi intraprendono "il viaggio" per questo. Baci

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Salve,anch'io mi sono rivolto ad uno psicoterapeuta,28 anni fa!Poi,da paziente,ne sono diventato amico,e successivamente,amico di famiglia e in fine collaboratore!HO più o meno gli stessi problemi che avevo a quel tempo,ma come dice G.è la consapevolezza che cambia,per quello a volte sembrano ingigantiti,i problemi.
Richarda Bandler,(che sarebbe il fondatore assieme a Jonh Grinder,della PNL)una volta ha scritto,che quando andò a trovare un catatonico,in ospedale,lo trovò come al solito seduto,in silenzio,e immobile,si mise a sedere vicino e dopo averlo imitato per un tempo abbastanza lungo da creare rapport,crca 40/45 minuti,improvvisamente gridò,e il catatonico che non parlava da parecchio tempo,si risvegliò e disse mamma mia vuoi farmi morire!(o cose del genere),con questo voglio dire,si,anch'io è da molto tempo che sono un ricercatore,(meditazione shivaita,yoga,biodanza,che secondo me è una vera e propria psicanalisi)danze e lavoro di Gurdjieff,insegnante del metodo Feldenkrais,ecc.ma,guarda,quando suono le percussioni,in un gruppo misto,guidati da un maestro senegalese,guarda ti dico,che tutto quello che è sempre e comunque relativo,ossia i pensierini,li chiamo io,quelli del essere informati,pensare essere e fare cose spirituali,beh,tuti questi interessi spariscono,quando si è centrati,e allora cambia la consapevolezza,ci sei,e il resto diventa accessorio.Il giorno è cosi,tante cose,ma la maggior parte vane,affari,ecco,questo si,oltre all'esserci ci sono gli affari(la pagnotta),ossia quando si è a posto,ci si può render conto che è tutto un affare,e per tutti,psicoterapeuti o quant'altro!Io la penso così,ma è solo uno dei miei io......

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non si capisce il messaggio ultimo di questo post: se sia un consiglio al cercare l'aiuto di uno psicoterapeuta oppure lasciare perdere.

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