Blog della Teca

Riflessioni sulla spiritualità, lo gnosticismo e il nostro modo di vedere la vita



Luciano innamorato

Martedì, 24 Giugno 2014 00:00 Scritto da  Luciano Cercatore
La ragazza del bar

Mi sembra sempre di dimenticarmi di Sophie quando, finita la colazione, esco dal “Bar Cuore”, vecchio, pulito e di cattivo gusto, proprio qui sotto casa. Non posso dire di pensarla nelle ore successive, preso dalla baraonda delle mie giornate. Eppure tutte le mattine, in quei 15 minuti al tavolo, lei diventa tutto per me, un cristallino centro gravitazionale intorno al quale ruoto ammirato.

E ora sono un’altra volta qui col mio caffè… ancora lotto contro i miei movimenti involontari… L'occhio sgattaiola stregato e mi trovo, furtivamente, ad ammirare il suo corpo, mentre porge il cappuccino a due anziane amiche chiacchierone… con quel grazioso vassoio tondo sempre colmo di buone cose. Lo ammetto. Ho voglia di lei.

E immagino anche quelle cose stupide da innamorati: ad esempio stringerla su una panchina, durante la sua pausa-lavoro (avrà anche lei una pausa-caffè!), mentre intontiti dalla reciproca vicinanza lanciamo popcorn ai piccioni...

Torno qui al bar, nel presente… e gli occhiali da sole che tengo permanentemente sulla testa, stavolta li indosso, così posso seguire i suoi movimenti senza essere notato, in quest’artificiale penombra. Adesso prende in consegna due bicchieri da Manolo, il baffuto padrone del bar, imperturbabile dietro al suo bancone. Possibile che non ammattisca a lavorare con lei?

Mi piacerebbe invitarla a uscire, ma non so, forse è meglio tenere le distanze.

Però sono settimane che vengo qui a scambiare il suo “buongiorno” con il mio.

Ok, ci provo... eccola in avvicinamento... "Che tempaccio in questi giorni"... caspita, ma che frase idiota! Lei mi guarda divertita: "Se ti togli gli occhiali scuri vedrai che il tempo migliora", e se la ride. Due secondi dopo è a un altro tavolo a servire un bel macho “muscolare” che se la mangia con gli occhi.

Mi alzo, lei mi lancia uno sguardo che mi fa sperare di non essere ancora del tutto affondato. Esco dal bar sufficientemente mortificato, miseramente annientato alla prima battaglia. Ma riuscirò a recuperare.

Mi porto però una nuova consapevolezza: quando desideriamo qualcosa, siamo talmente concentrati sul nostro sogno, che indossiamo spesso delle lenti deformanti. Lenti che forse danno forma ai nostri desideri, ma che ci impediscono di vedere la realtà.

Ti è mai successo di sentirti così?

Luciano Cercatore
Ultima modifica il Sabato, 21 Maggio 2016 18:20
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In questo momento sì, mi sembra che seduto in quel Bar, di caffè in caffè, io sia caduto nella maglie dell'illusione più potente. Mi riservo di rinvenirne prima o poi il senso. Vi abbraccio

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Ho passato la mia adolescenza in quel tavolino, in quel bar sotto casa tua..
Quanta immaginazione, mi portavo via dalle mie insicurezze e dai miei desideri.
Sembravano più realizzabili, volando lontano
ma ho volato troppo lontano, per troppo tempo..
identificazione coi sogni, e illusione di potercela fare, ma solo se tutto fosse andato come IO avevo deciso in quei sogni, in quei luoghi
Quale IO? Quali IO?
E' affollato questo bar, eppure non vedo nessuno,
sento un sacco di voci, suoni, impressioni
ma non vedo nessuno..
solo IO e la RAGAZZA
Come uscire da quel sogno?
da quel bar?
da quella ragazza?
Da quel IO?
Ordino da bere una bibita ghiacciata e quando la ragazza si avvicina,
separo le emozioni nello stomaco dai pensieri della testa,
lei si allontana e io bevo
e mentre beso separo la sensazione fredda allo stomaco dai pensieri
mentre pago separo le sensazioni dei soldi nelle mani dai pensieri
mentre esco separo i rumori dei miei passi dai miei pensieri
Quando sono fuori separo il ricordo di quella bibita dai miei pensieri
e così di BIBITA in BIBITA

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L'innamoramento è un altra nostra illusione, oserei dire : mentale e ormonale.
Gran parte della nostra vita è una autotruffa : ci inventiamo i sentiMENTI, morale, ideali e quant'altro
la prova di questo ?
nel tempo cambiamo pensiero e la nostra stessa biologia
Tra un pensiero e l'altro subentrano i ricordi dei nostri momenti vissuti e su questi
tessiamo altre scelte di vita illusoria sino al l tempo della grande autorivelazione :

non era vero niente

eppure...respiravo, mi sentivo viva, pensavo sceglievo, ridevo, piangevo

tutto falso

ero convinta di vivere
invece ho sognanto me stessa !!!!!

ora da "morta" vedo tutti voi che sognate !

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Ogni volta che mi capita di provare simpatia,o meglio EMPATIA ,verso qualcuno mi accorgo di avere questa visione diversa.
Non è solo questione di innamorarsi.Spesso mi capita di non essere obiettiva ma di andare"a pelle",dopo e purtroppo devi dire solo dopo,magari mi rendo conto di aver caricato di significati e aspettative persone che poi si rivelano diverse.
Sto cercando di imparare a non cadere più in questa mia debolezza di giudizio.....spero di riuscirci con l esercizio della consapevolezza.
Grazie caro cercatore x i tuoi input!
Ivana

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