Blog della Teca

Riflessioni sulla spiritualità, lo gnosticismo e il nostro modo di vedere la vita



Quarta Via: L'animale

Venerdì, 12 Febbraio 2016 08:02 Scritto da  teca di Milano e Legnano
Gurdjieff definendo l'uomo come "un essere tricerebrale" esprimeva un concetto che i moderni studi neuroscientifici sembrano ineludibilmente confermare.

Secondo i quali, il nostro cervello non è solamente quella materia grigia contenuta nella scatola cranica, ma è in realtà esteso a tutto il corpo: ogni singola cellula dell'organismo comunica con tutte le altre utilizzando velocissimi messaggeri neuropeptici che veicolano l'incessante flusso multidirezionale di informazioni dai "centri" alla periferia.

Analogamente a quanto assunto nelle Scuole di quarta via, i divulgatori della nuova religione scientifica parlano di "cervello uno e trino" e descrivono il cervello come composto da tre parti, ognuna delle quali capace di un pensiero autonomo: la neo corteccia, il cervello mammifero o limbico ed il cervello rettile o tronco encefalico. Ognuna di queste tre parti o centri, che dir si voglia, è specializzata in una funzione (semplificando: pensiero-emozione-istinto) e l'essere umano può realizzare le proprie potenzialità solo nella misura in cui queste parti lavorano sinergicamente.

In un’ottica di adattamento e di sopravvivenza della specie (è chiaro che i bisogni e le sicurezze essenziali debbano essere soddisfatte per poter aspirare a realizzazioni ulteriori), saremmo propensi ad attribuire un valore assai maggiore alle funzioni proprie della neocorteccia, quindi al pensiero razionale ed astratto, ma l'evidenza scientifica dimostra appunto il contrario proprio attraverso l'esame delle reazioni a stimoli esterni che mettono a rischio le funzioni vitali quali possono essere incidenti, catastrofi naturali, aggressioni, esposizione ad elementi tossici, ingestione di veleni etc. In tutti questi casi, ad esempio, il cervello rettile è in grado di produrre istantaneamente strategie efficaci che si sono perfezionate nel corso dell'evoluzione.

Non dovremmo credere che le reazioni istintive si riducano solo all'immediatezza di eventi particolari e fortunatamente non così probabili, pensiamo anche a quell'intelligenza del corpo che ci aiuta a guarire da traumi che fanno parte dell'esperienze di ognuno di noi, quali possono essere il lutto per la perdita di una persona a noi cara o anche soltanto la fine di una storia d'amore. Secondo Gurdjieff, l'uomo evoluto possiede un senso istintivo della verità, sa leggere esattamente le impressioni che vengono dal mondo esterno e dal proprio organismo, è capace di creare rappresentazioni della realtà con elaborazioni successive e senza soluzione di continuità sulla base di tre tipi di intelligenza/memoria: rammentando, ricordando e rimembrando.

Tre facoltà diverse che corrispondono, come indicato dall'etimo dei termini all'intelligenza della mente, del cuore e delle membra, cioè appunto del corpo. Secondo l'amato/odiato maestro armeno, così come è detto nei Vangeli gnostici, l'uomo può imparare a generare dentro di sé quella "sostanza" che lo metterà in grado di superare ogni ostacolo possa incontrare nel mondo fenomenico, ma per aspirare a questa conoscenza segreta deve anche rifamiliarizzarsi con l'animale mammifero che c'è in lui, che parla attraverso le emozioni, ed anche ascoltare ed intendere la lingua del rettile che attraverso le sensazioni gli mostra la loro corrispondenza in termini fisiologici .

L'uomo è in grado di imparare a ridarsi entusiasmo e vita a volontà, e il fatto che l'uomo si ingegni per realizzare questo obiettivo, a nostro avviso, rientra senz'altro nel disegno del nostro santissimo Padre Comune come lo appellava Gurdjieff. Quando questo percorso di conoscenza viene definito “opera contro natura” non significa affatto che l'uomo debba tradire la propria natura, piuttosto che l'uomo debba lottare per vincere l'inerzia che si genera quando si sia raggiunto un equilibrio/risultato parziale che pare soddisfarci ma che in realtà non esclude la possibilità di regressione quando gli accadimenti della vita dovessero rivelarsi così sfavorevoli da travolgere completamente ogni nostro equilibrio.

Siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio, nella nostra naturalità arde la Fiamma Divina. I cicli evolutivi della natura prevedono tempi incommensurabilmente più lunghi rispetto alla speranza di vita dell'uomo, del resto ogni uomo che osservi la natura può godere dello spettacolo di armonia e bellezza che ha raggiunto ed essendone lui stesso parte integrante può sperare di realizzare dentro se stesso ed in tutte le sue relazioni lo stesso amore, per poter alla fine elevare al cielo il suo melodioso canto di gioia.
Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 18:39
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Grazie!
Ogni tanto dobbiamo ricordarcene e soprattutto tendere sempre a questo canto!
Non disperare nelle cadute e non vantarci dei piccoli progressi!

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