Blog della Teca

Riflessioni sulla spiritualità, lo gnosticismo e il nostro modo di vedere la vita



Quarta Via: Archetipi e Stereotipi, fra Essenza e Personalità

Martedì, 10 Gennaio 2017 16:06 Scritto da 
Gurdjieff insegnò ai suoi allievi a distinguere, praticando una costante osservazione di sé, fra essenza e personalità, due istanze presenti in ciascun uomo che rappresentano, la prima, la parte più autentica ma anche più fragile, il vero sé insito in noi dalla nascita e, la seconda, ogni sovrastruttura che ci consente di divenire abbastanza forti per adattarci alle innumerevoli richieste dell’ambiente esterno.
Ogni allievo di ieri e di oggi ha sperimentato e sperimenta nella pratica che, se è facile comprendere intellettualmente a cosa corrispondano essenza e personalità grazie all’umanissima e preziosa complessità di ogni essere vivente, molto ma molto più arduo è distinguerne la risonanza interiore. E se non bastasse, anche quando essa è riconosciuta, svestirsi da ruoli così ben cuciti su misura, richiede lo stesso grande sforzo che esercita il salmone quando nuota contro corrente.

Quelle di archetipo e di stereotipo sono definizioni che possono essere connesse a quelle di essenza e personalità.
La parola “archetipo” (dal greco archè = originale; tipos = modello, marchio) viene usata in filosofia per indicare la forma preesistente e primitiva di un pensiero; in psicoanalisi per indicare le idee innate e predeterminate dell'inconscio umano; in filologia per indicare la copia non conservata di un manoscritto alla quale risale tutta la tradizione.
“Stereotipo” è la visione semplificata e largamente condivisa su un luogo, un oggetto, un avvenimento o un gruppo riconoscibile di persone accomunate da certe caratteristiche o qualità, un concetto astratto e schematico che, semplificandoci la vita, tende a generare modelli comportamentali non originali.
Le nostre predisposizioni innate o archetipiche possono venire accolte o rifiutate dall’ambiente, in prima istanza da quello familiare. Gli stereotipi sono le aspettative esterne alle quali ci viene chiesto di conformarci per essere integrati, bene accetti. Ma se il divario tra ciò che sentiamo dentro e ciò che ci è reclamato dall’esterno è eccessivo e, soprattutto, se non riusciamo più a distinguerli, perdiamo autenticità e fiducia in noi stessi e ci creiamo una maschera (la falsa personalità nel linguaggio gurdjieffiano) recitando dei ruoli svilenti in quanto non rispecchiano ciò che profondamente siamo.

Cosa ci suggerisce la famosa risposta di Gesù ai suoi discepoli “Date a Cesare ciò che Cesare da voi reclama, … e restituitemi ciò che è mio”.
Forse Gesù, a ciascuno di noi, non chiede altro che imparare le regole del gioco e imparare a giocare al meglio e con lealtà dando così a Cesare ciò che è di Cesare, e di restituirgli ciò che è veramente Suo dando alla nostra più intima, unica, autentica natura voce per esprimersi.
Il cammino evolutivo di crescita psicologica e spirituale consiste nell’affrancarsi dal mondo esteriore degli stereotipi ed entrare in intimo contatto con quello interiore degli archetipi.
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