Blog della Teca

Riflessioni sulla spiritualità, lo gnosticismo e il nostro modo di vedere la vita



Quarta via: La bilancia nel cuore

Sabato, 09 Aprile 2016 12:42 Scritto da  Teca di Roma
 
Il termine “Lavoro su di sé”, utilizzato in riferimento alle esperienze che l’uomo consapevolmente affronta al fine di operare un cambiamento su se stesso, lascia intendere che sono necessari degli sforzi per contrastare lo stato ordinario di coscienza in cui l’essere umano vive la sua esistenza, e che Gurdjieff chiamava “meccanicità”.Se stiamo vivendo questa esperienza e siamo onesti con noi stessi non possiamo certo dire che il termine “Lavoro” sia inadeguato. Osservare la molteplicità di “Io” che ci abita, lavorare sulle emozioni regressive, costruire un Nuovo elemento interno che conosca l’esperienza del Ricordo di sé sono tutte operazioni che richiedono una grande disciplina. A volte è così difficile compiere sforzi costanti per non vivere intrappolati nel sonno della coscienza che saremmo portati a pensare che la disciplina è il pilastro più importante su cui costruire la nuova identità di iniziato. Eppure nonostante i numerosi sforzi e la capacità acquisite di rimanere in equilibrio per contenere le proprie emozioni regressive davanti alle prove della vita, dentro avvertiamo un disagio che costantemente ci fa perdere il centro e che ci spingerebbe ad applicare una disciplina ancora più rigida nel tentativo di sentirci più efficienti e coesi in noi stessi … più “svegli”. Questo accade perché c’è un altro pilastro altrettanto importante su cui costruire questa nuova identità. Un pilastro che per un uomo sulla via è un sostegno e una risorsa per i momenti difficili, in cui sentiamo venire meno la motivazione. Una dimensione che, nel suo aspetto più equilibrato, non fa parte dello stato di coscienza ordinario dell’essere umano. Una dimensione del tutto da costruire e integrare.

Questa dimensione è l’amore per se stessi, per la Via che percorriamo, per gli Esseri che condividono con noi questa esistenza, per la bellezza dell’esistenza stessa. Forse, pensandoci bene potremmo avere bisogno di sperimentare una nuova dimensione sia della disciplina che dell’amore. Nel comune sentire, infatti, la parola “disciplina” può risuonare in noi con concetti come rigidità, severità e dall’altra parte l’amore verso se stessi, può rispecchiarsi con l’autoindulgenza, il lassismo. Ognuno di noi in base alla propria storia e ai propri tratti di personalità può provare ostilità per uno di questi due aspetti. Rimane il fatto che entrambi questi estremi non sono strumenti utili per il cercatore. 

Nel cuore di un Cercatore c’è una bilancia che vede su un piatto la disciplina e sull’altro l’amore. Ma da cosa è costituito il fulcro di questa bilancia? L’ascolto, funzione di un Io più sano, è il fulcro della bilancia e mi consente di dosare questi due elementi fondamentali, trasformandoli da “concetti a priori” a strumenti di crescita e di evoluzione. Considerare questa nuova dimensione ci fa spostare punto di vista. Ciò che in noi fa difficoltà ad uscire da uno stato di sonno e che costantemente ci fa ripetere gli stessi meccanismi, non è nostro nemico, non è in competizione con la nostra volontà di costruire un Io sano. Bensì, è la materia prima da cui far nascere una sostanza nuova. E non ha bisogno di una disciplina ferrea per essere arginato, né ha bisogno di eccessiva indulgenza. Potrebbe essere utile iniziare a sentire che parlando del mondo interno degli esseri umani - del mio mondo interno - al termine “meccanicità” posso accostare il termine “fragilità”. 
Forse è dalla difficoltà ad accettare questa dimensione fragile che si costruiscono tutti i meccanismi che tendono a mantenere l’essere umano in uno stato di sonno. Un sonno quasi “utile” al fine di non scoprire mai che infondo al nostro essere giace un dolore che aspetta di essere ascoltato e che per emergere ha bisogno di amore e di uno spazio che possa da una parte contenerlo e dall’altra consentirgli di manifestarsi per come è. 
Poniamo costantemente la nostra attenzione sullo sforzo necessario per raggiungere uno stato di attenzione il più possibile permanente, lo facciamo con pratiche meditative e esercizi di ogni genere. Ma sappiamo cosa fare per noi stessi quando sentiamo che la bilancia non è in equilibrio e  il piatto dell’Amore si sta svuotando e non mi sostiene? So a quale fonte far bere la mia anima assetata di amore? So come parlare alle parti di me che sembrano boicottare i miei propositi di crescita interiore? 
Trovare la risposta non è facile, ma possiamo iniziare a fare spazio a queste domande portandole al centro del nostro cuore e lasciando che il nostro mondo interno ci sussurri un messaggio.
Ultima modifica il Giovedì, 05 Maggio 2016 23:41
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