Blog della Teca

Riflessioni sulla spiritualità, lo gnosticismo e il nostro modo di vedere la vita



Quarta Via: La Via dell’uomo “astuto”

Domenica, 09 Ottobre 2016 15:33 Scritto da 
Gurdjieff affermava che la Quarta Via fosse il percorso dell’uomo astuto. Ciò che diceva però non voleva essere un elogio per i suoi allievi, bensì un’indicazione preziosa di lavoro.
In che cosa consiste tale “astuzia”?

In Frammenti di un insegnamento sconosciuto, P. D. Ouspensky cita le parole del maestro armeno in cui egli fa un confronto tra le vie evolutive conosciute:
“Ciò che permette di riuscire è la possibilità, nella quarta via, di fare uso di un sapere particolare… Tutta una serie di esercizi paralleli sui tre piani: fisico, mentale ed emozionale, servono a questo scopo…”
“Inoltre, nella quarta via è possibile individualizzare il lavoro di ciascuno; vale a dire, ogni persona deve fare solo ciò che gli è necessario e nulla che sia inutile per lui.”
“La quarta via è talvolta chiamata la via dell'uomo astuto. L''uomo astuto' conosce un segreto... In che modo l''uomo astuto' abbia appreso questo segreto — non si sa. L''uomo astuto' conosce il segreto…”.

I primi passi della Via conducono l'iniziato al tentativo di conoscere se stesso, di imparare l’insieme di pratiche che portano l’uomo alla conoscenza della sua natura più profonda e interna (esoterica), alla scoperta di ciò che egli veramente è. Una conoscenza da sperimentare e verificare.
Nel percorso l'iniziato impara a scoprire le sue fragilità per potersi guardare con uno sguardo nuovo e più reale. Negli ambiti di relazione, di coppia, amicali, di lavoro e di vicinato impara a osservare pensieri, posture corporee e sentimenti: dal rapporto stimoloreazione impara quindi il lavoro sui tre centri. In questo modo l'iniziato inizia a usare tutti gli eventi esterni per vedersi: quando seduce, si lamenta, quando si chiude, è pigro, quando si arrabbia. Riscopre così la sua interiorità e inizia ad accogliere i suoi dolori.
L’astuzia consiste proprio nel saper cogliere ogni occasione che la quotidianità propone per vedere delle proprie parti e, attraverso queste osservazioni, poter riscrivere la propria personale storia con più realismo.
Nella Via l'iniziato impara a riconoscere le proprie sofferenze e molti degli abiti che indossa e che costantemente mostra agli altri senza esserne consapevole. Impara cioè a riconoscere profondamente che ciò che manifesta l’altro gli appartiene perché universale e comune a tutti gli essere umani. Le gioie e le sofferenze di chi gli sta accanto possono così iniziare ad avvicinarsi al suo cuore, perché finalmente si è modificata la sua capacità di riconoscersi, avendo imparato ad amare se stesso senza paura.
Ultima modifica il Domenica, 27 Novembre 2016 20:08
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