Blog della Teca

Riflessioni sulla spiritualità, lo gnosticismo e il nostro modo di vedere la vita



Se non ORA , quando? Se non QUI, dove?

Martedì, 03 Gennaio 2017 19:48 Scritto da  La Teca di Milano
A scuola, ma anche in famiglia, al bambino viene insegnato a stare nel tempo: vero che per convivere nel sociale il tempo è importante. Ma da qui a farne un pilastro dell’educazione del bambino ce ne corre…
E così, senza nemmeno accorgercene, ci troviamo, da adulti a camminare con la testa rivolta al passato o protesa al futuro. Un tempo che non ci appartiene più e l’altro che deve ancora arrivare.
Gradualmente ci si dimentica dell’ ORA.
Il tempo inesorabile scorre e l’ORA, convitato di pietra, sta nel dimenticatoio della nostra razionalità. Il tempo tanto è legato alla mente logica, altrettanto poco è connesso col cuore. Stare perennemente ed esclusivamente nel tempo, significa non conoscere il Senza tempo.

Ma le tradizioni spirituali di tutte le latitudini ripetono: stai nel respiro. E il respiro è ORA. In Oriente nei vari tipi di meditazione, in Occidente con la preghiera esicasta (lo yoga cristiano), sempre si fa ricorso al respiro. E appena stiamo lì, nel respiro, arriva l’Eterno a trovarci.
In meditazione sperimentiamo che l’Eterno vive nel Senza Tempo. Difficile per noi provare a stare nel tempo e contemporaneamente nel non tempo del Divino.

E per il QUI?
Martin Buber così si esprime «Il grande tesoro, il compimento dell’esistenza, il luogo in cui si trova questo tesoro è il luogo in cui ci si trova… la nostra vita non è partecipe dell’esistenza autentica, compiuta… è vissuta ai margini… ovunque tranne là dove siamo stati posti. Là si trova il tesoro». (1)
Tutto ciò che conta davvero sembra stare esattamente dove stiamo e nella condizione del presente.

Aspettarsi paradisi futuri può essere fuorviante ed illusorio e così magari anche preoccuparsi della vita dopo la morte. E se, invece, provassimo ad occuparci della vita prima della morte? Cioè di ORA?
Ribaltare vecchi concetti mentali ereditati con il DNA ci farà bene. Proviamoci.

E allora, lasciamoci guidare dalle tradizioni: troviamoci un luogo quieto, silenziamo il cellulare e stiamo nel respiro.
Voglio dirvi cosa mi è accaduto stamani: dai profondi recessi di me stessa sono riecheggiate, per prima cosa, le parole di Plotino: «La visione sarà di colui che avrà voluto vedere». (2)
Cominciamo con lo stare ORA QUI.
------------------------------------------------------------
1. E. Bianchi Prefazione in M. Buber Il cammino dell’uomo, Ed. Qiqajon, Comunità di Bose, Magnano, 1990
2. Plotino, Enneadi VI - 9,4
Ultima modifica il Martedì, 03 Gennaio 2017 20:12
Letto 421 volte
Ti piace?
(3 Voti)

Commenti (0)

Rated 0 out of 5 based on 0 votes
Ancora non ci sono commenti dei visitatori.
Perchè non inizi tu ad attivare il dibattito?

Lascia un Commento!

Per pubblicare IMMEDIATAMENTE i tuoi commenti Registrati o Entra nel tuo account. Sign up or login to your account.
Allegati (0 / 3)
Share Your Location