Blog della Teca

Riflessioni sulla spiritualità, lo gnosticismo e il nostro modo di vedere la vita



Altre spiritualità: la terra promessa

Giovedì, 12 Maggio 2016 08:36 Scritto da  Teca di Milano e Legnano
Oggi è tempo di migrazioni massicce. Centinaia di migliaia, milioni di persone si spostano per cercare di raggiungere terre promesse o sognate tali. Scene di sofferenze strazianti rimbalzano dai media.

Mosè e il suo popolo hanno fatto scuola. Ma se, come credo, penso e sento che a qualcosa di materiale corrisponde sempre, su un piano più sottile, l’analogo interiore o spirituale, allora mi chiedo:
sono in cammino anch’io?
verso dove sta migrando la mia anima?
quante sofferenze e privazioni affronta?
qual è la mia terra promessa?

Se mi penso ferma, statica e stanziale sul piano interiore, mi prende un malessere marcato. Come se mi mancasse la terra sotto i piedi, quella fastidiosa sensazione di non essere ancora partita o di andare molto a rilento. So che il mio tempo non è infinito eppure una potente inerzia mi ostacola.

Volgo lo sguardo all’interno, verso la mia anima. Scruto le mie profondità. Ascolto.

Una voce flebile mi sta parlando… Faccio fatica a udirla.

Chi è che mi parla dal profondo?

Poi il miracolo si palesa: lo riconosco, è il mio maestro interiore anzi la mia maestra interiore che porta quel misterioso nome che le tradizioni religiose indicano come il nome sconosciuto del divino dopo averne cantati 99,109,72 oppure non avendolo mai pronunciato in quanto sacro.

Oggi credo invece di udirlo quel nome… è un nome che conosco bene. Prova anche tu, sconosciuto/a amico/a mio/a, a migrare verso il tuo nome che risiede nella tua terra promessa e arriverai a vederla.

Sentendomi un po’più stabilizzata, chiedo ancora alla vocina dove sia la mia terra promessa: mi pare che la risposta stenti ad arrivare.

E’ la semplice proiezione della mia paura?

Poco a poco si diradano le nebbie della paura e la vedo lì davanti a me, una terra così vicina da poterla toccare. E’ una terra straordinaria che non ha pari nella realtà.

Così la descrive Agostino: “… pensa a questa meravigliosa casa, dove non esiste la morte, dove ci disseteremo insieme, nel trasporto più intenso alla fonte inesauribile dell’amore e della felicità.”

Tra pellegrini ci possiamo augurare: buon viaggio!
Ultima modifica il Mercoledì, 25 Maggio 2016 13:18
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