Blog della Teca

Riflessioni sulla spiritualità, lo gnosticismo e il nostro modo di vedere la vita



Un piccolo pino

Mercoledì, 20 Aprile 2016 09:31 Scritto da  Luciano Cercatore
Oggi mi sono svegliato contento e con un’idea per un articolo, che ho subito inviato via email al giornale con cui sto collaborando. Ci ho pensato tutta la notte e stamattina mi sembra proprio bella. Infatti ho scritto entusiasta al caporedattore.
Si tratta di una proposta per ampliare il verde pubblico, visto che nelle ultime settimane ad Oscurania gli ecologisti stanno sollevando una polemica sull’aumento del tasso di inquinamento.
Sono uscito, e passando davanti all’aiuola di fronte casa mia, ho salutato un piccolo pinetto che tengo d’occhio da qualche settimana. È un giovane alberello che sembra essere nato lì per destino, sul bordo dell’aiuola, minuto, ma già forte nel suo voler crescere e diventare grande, quasi sfidando le piante ornamentali gonfiate chimicamente, periodicamente recise e poi sostituite con altre, in un insano vortice usa e getta.
Poco più in là scorgo già i giardinieri comunali che armeggiano coi loro arnesi.
 
Faccio i miei giri e già penso a chi intervistare, a come scrivere l’attacco dell’articolo... anzi, potrei anche proporre una serie di articoli...
Verso sera torno a casa e noto che il mio piccolo pinetto è stato reciso. Non c’è più. Resta solo uno spuntone di quello che nella mia immaginazione doveva diventare un pino adulto e bellissimo. Resto muto di fronte allo scempio immotivato, mentre lì vicino noto che sono stati piantati dei fiori gialli e impettiti a formare un grande rombo.
Subito dopo ricevo un’email dal giornale. L’articolo non si può fare, non possiamo dare troppo spazio alle polemiche degli ecologisti, non possiamo metterci contro il sindaco, non possiamo farci dare addosso dagli automobilisti, non possiamo, non possiamo, non possiamo.
 
Ma come posso io accettare che un germoglio creativo e vitale venga reciso dalla placida violenza di un mondo che ammala se stesso, seguendo le geometrie della convenienza e del calcolo economico?
Ultima modifica il Mercoledì, 18 Maggio 2016 19:21
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Ciao Luciano,

mi viene in mente che questo è quello che facciamo anche con i nostri germogli creativi interiori.

Ogni volta che dentro di noi si affaccia il bisogno di creare qualcosa di nuovo, lo soffochiamo dicendo "non posso".. "ci sono troppe altre cose da fare."

Cose da fare che rispondono al "buon senso" e al calcolo.

Non consideriamo quanto, in questo modo, la nostra vita si inaridisce.

E forse perde anche di significato!

un caro saluto

Gisella

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