Mercoledì, 30 Aprile 2014 00:00

A chi aspetta il suo amore

Scritto da Luciano Cercatore
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Mia zia Nancy. Due anni fa la zia mi ha forse ritenuto abbastanza adulto per raccontarmi il suo segreto. Vuoi scoprirlo anche tu? Leggi qui ora.
Come molti di noi, torno da un periodo di pranzi in famiglia e occasioni conviviali nel mio paesino natio. Forse anche per te i giorni festivi con i familiari sono fonte di tenerezza e angoscia. Nel mio caso ci sono entrambe, potenti. Non ti ho parlato ancora molto della mia famiglia, ma ho appena consegnato un lavoro in cui, citando Bert Hellinger e le Costellazioni Familiari, sostengo che proprio la famiglia è il luogo in cui sono custoditi i misteri più grandi. Come racconta Gramellini nel bellissimo libro Fai bei sogni, i segreti possono condizionare, invisibili e determinati, le nostre intere vite.

Perché ti dico questo? Perché ho sempre pensato che la mia prozia Nancy (in italiano Annunziata, o anche Nunzia) fosse stata una bella donna, ma nessuno mi aveva mai voluto spiegare perché non si fosse sposata. Allora credevo ingenuamente che le belle donne dovessero per forza sposarsi! L’ho rivista in questi giorni, anziana come un albero centenario. Mentre eravamo a tavola, ha aperto la borsetta due o tre volte per controllare che il rossetto resistesse al pranzo di mia madre.

Zia Nancy la ricordo un po’ strana da sempre. Dormiva così tante ore che a volte ci preoccupavamo. Si fissava in lunghissimi silenzi guardando un punto lontano. Magari all’improvviso, mentre eravamo tutti a tavola, si alzava e incollava un orecchio dietro la porta. Zia Nancy! Un personaggio degno del grande maestro Gabriel García Márquez, volato via da qualche giorno.

Due anni fa la zia mi ha forse ritenuto abbastanza adulto per raccontarmi il suo segreto. Eravamo da soli, seduti sul divano, io rileggevo qualche pagina da Cent’anni di solitudine. Lei, serissima, all’improvviso ha aperto una finestra sul suo passato: "– Devo partire per il fronte –mi ha detto un giorno– ma tornerò, e ci faremo una famiglia". Parlava del suo innamorato. "Allora ho poggiato la camicia da notte nuova sul mio cuscino”. Mia madre poi mi ha rivelato il resto: “Quel suo amore l’avevano dato per disperso in Russia, dove si è fatto una famiglia con un’altra. Ecco perché non è tornato! La zia non vuole ricordarsene. Il giorno in cui ha ricevuto la notizia, ha ripiegato per bene la camicia da notte e l’ha conservata per sempre nel baule”.

Cara zia Nancy! Adesso hai novant’anni e ti colori le labbra di rosso, sei pallida, magra magra e credi ancora di essere una ragazza.

Voglio ricordarmi eternamente di te e del tuo male sigillato nel baule. Di quando una notte mi sono svegliato sentendomi come esaminato, e tu infatti eri lì in piedi vicino al mio letto, che mi fissavi immobile da chissà quanto tempo. Ho avuto paura, avevi la mani dietro la schiena e un sorriso strano. Ma quando mi hai visto con gli occhi aperti, mi hai poggiato una rosa bianca sul petto, e sei sfarfallata via leggera.

Ero molto giovane, stavo sperimentando i primi amori, e avevo una rosa bianca sul petto.

Oggi porgo una rosa bianca a chi sta aspettando il suo amore che non torna.

Luciano Cercatore

Letto 1458 volte Ultima modifica il Sabato, 21 Maggio 2016 18:15

Commenti (1)

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Bella la zia Nancy!

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