Martedì, 08 Luglio 2014 00:00

A tutti quelli che ti temono

Scritto da Luciano Cercatore
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La morte, tutti ne abbiamo paura. Ma cosa vuole insegnarci? Cosa possiamo imparare da lei? Scoprilo leggendo questo articolo scritto da Luciano.
Illustre Signora…

…ancora Tu. Sei tornata. Questa volta ti sei portata la mia amica. Così, brusca, senza minimamente avvertirmi. Ci hai sorpresi tutti. Tutti quelli che le volevano bene. Già lo sapevo, ogni volta la fai diversamente, sempre inconcepibile, quasi a ricordarmi sarcastica che non è possibile governarti. Tu sfuggi a qualsiasi ragionamento, calcolo, buona o cattiva intenzione, buona o cattiva azione, idea di inferno o paradiso.

La mia amica era tranquilla sul suo posto di lavoro, come mille altre volte, come tutti noi ogni giorno. Tu l’hai chiamata nel bel mezzo del suo fare, e spero che abbia avuto il tempo di ricordarsi della tua esistenza, di capire che eri lì in quell’istante, di guardarti negli occhi, di salutare il proprio corpo, e anche tutti noi, col pensiero.

Impreparato, sono interamente impreparato di fronte a Te. Come un bambino chiamato alla lavagna per la prima volta, ma che non sa fare le addizioni, come quando sai che stai per dare il tuo primo bacio, come quando ti muore una persona cara e tu sei giovane, ed è la prima volta che lo vedi accadere, la prima volta che vedi con i tuoi occhi qualcuno andare dall’altra parte… chissà dove… e chissà se c’è un dove.

Non ho un paradiso di fronte a Te. Non trovo rosari per consolarmi da Te. Non conosco mantra per calmarmi di fronte a Te. Anche questa volta prendo atto della tua esistenza. Ti saluto con rispetto, perché oggi hai voluto interpellare proprio lei, bellissima e luminosa creatura boschiva, delicatamente solitaria, teneramente spaventata, urgentemente alla ricerca di un risveglio, generosa, imprudente, sorprendente, antica e leggerissima amica. Credo che tutti i semi di questa vita germoglieranno eternamente.

A TE, egregia Signora,
a tutti quelli che, come me, ti temono,
a chi cerca una via per accoglierti,
a tutti quelli che hanno subito il tuo passaggio,
e sono rimasti in silenzio, nel vuoto,
a tutti quelli che nella malattia ti hanno invocata,
a tutti quelli che ti hanno esorcizzata o maledetta,
a chi riesce ad abbandonarsi a Te,
a chi riesce a vedere in Te la Porta dell’Infinito,
a Te, Madre Morte,
il mio rispettoso, umile, difficile omaggio.

Luciano Cercatore
Letto 1632 volte Ultima modifica il Sabato, 21 Maggio 2016 18:21
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Commenti (5)

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Il dolore è un abbraccio che viene da lontano e va molto più lontano

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  Ospite

Grazie Amato Luciano, perché il tuo omaggio è difficile.. come il mio.

con affetto

Gisella

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Buon cammino, Ciao E.

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Addio E.

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