Mercoledì, 04 Marzo 2015 00:00

Altre spiritualità: Sorella Solitudine

Scritto da Teca di Legnano e Milano
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La solitudine è la nostra compagna degli ultimi giorni, quelli in cui dobbiamo salutare, cosa ci porta la conoscenza di questo stato?
«Si nasce da soli e si muore da soli», diceva la mia nonnina di 98 anni.

Quando sentii per la prima volta queste parole, mi fermai per un attimo, forse perché avevano richiamato qualcosa che riecheggiava da tempo dentro di me.

Riflettendoci sopra, mi tornò in mente una storiella che avevo letto qualche anno prima.


Un giorno, un grande maestro chiese a un suo allievo : «Qual è la cosa che l’uomo porta con sé fino alla morte?».
L’allievo rispose : «I rimpianti, gli errori..».
Il maestro replicò: «Anche quelli… Ma qual è quella cosa che lentamente penetra nel cuore raffreddandolo sempre di più?».

Stavolta l’allievo  riflettè un po’ più a lungo, all’improvviso una profonda tristezza cominciò a pervadere il suo cuore.

Comprese, era la solitudine, la fedele compagna di tutta la vita, e pensò: «Solo adesso mi accorgo che ogni nostra azione o parola sia dettata dal bisogno di non sentirsi soli. Ecco cos’è quel vuoto, quell’abisso, quell’ombra che provo, e che è proprio quello che mi spinge a cercare la Cura...

Che strano? Solo adesso me ne accorgo, e le lacrime che riempiono i miei occhi non sono solo le mie, ma quelle di tutti gli uomini che, come me, s’incamminano lunga la via della solitudine», mentre pensava tutto ciò il maestro si alzò e l’avvolse in un paterno abbraccio …


Stare nella propria solitudine,  significa avere il coraggio di dare ascolto alle nostre ferite, alle nostre grida di dolore, continuando a stare lì, mentre le si guarda in faccia, si rivolge loro la parola per cercare di capire da dove provengono.

Per poter versare le lacrime mai versate prima, senza provare più alcuna vergogna, e poi lasciare scorrere tutto ciò per iniziare a costruire un centro, un punto permanente dove ricollegarsi sia quando ci si sente in balia del caos delle nostre emozioni, vecchie e nuove, sia per Ricordarsi quotidianamente che siamo figli dell’Infinito Amore.

Siamo figli della Luce. Così, quando arriverà il nostro ultimo giorno su questa Terra, forse avremo un po' meno paura di lasciarla e di lasciarci andare, perché avremo creato dentro di noi un punto al quale collegarci per ricordarci di chi siamo figli.

E di tutto ciò dobbiamo ringraziare anche la nostra compagna di sempre, la nostra cara sorella solitudine. 
Letto 2246 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 19:07

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