Venerdì, 18 Luglio 2014 12:23

Altre Spiritualità: La vera libertà

Scritto da Teca di Legnano e Milano
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Cosa si nasconde dietro al concetto di libertà? Possiamo passare da una visione esteriore ad una interiore?
Quante volte abbiamo letto la parola “libertà”? Quante volte l’abbiamo anelata? Ma la conosciamo?

Frequentando l’ospedale come volontaria, vedo uomini e donne sentirsi mancare quella che prima non definivano libertà…
Prima di entrare in ospedale desideravano qualcosa di meglio, soldi in più, una casa più grande, novità… Adesso sentono la mancanza da casa, delle loro abitudini: “uscirò da qui?” si chiedono…

Ma, una volta fuori, sapranno veramente essere liberi? Oppure torneranno a non esserlo?

Ogni persona qui ha una storia, una vita, una famiglia. Ogni malato qui mi ricorda che siamo vivi, e che questa vita è un soffio delicato: il confine tra la vita e la morte è molto sottile. I malati incarnano la nostra vulnerabilità, rappresentano una fonte di saggezza, ascoltare un malato è un nutrimento.

Qui si diventa testimoni e allievi del come si affronta la malattia, del come coltivare la pazienza e la fiducia nel medico, come in un sorriso puoi leggere l’allegria di esserci… ancora.

Un giorno un uomo dal suo letto mi ha detto: “Guarda che belle le foglie di quella quercia…” (un albero del giardino all’esterno della struttura).

Poco dopo mi informò che si chiamava Enrico, aveva 55 anni e stava facendo la chemio. “Sai, adesso il mondo mi sembra ancora più bello”, aggiunse subito dopo.

A volte sappiamo essere eroici, sappiamo prendere la situazione e quello che ci succede come maestri.

C’è molto da imparare sulla libertà nelle stanze degli ospedali, la libertà vera non si vede, e non può essere toccata. Se dentro di me non sono davvero libera, non potrò mai esserlo all’esterno.

La prigionia è l’opposto della libertà; anche se si può essere liberi perfino in una cella in prigione, come testimoniò nelle lettere alla sua amata Antonio Gramsci.

Forse la libertà vera non è all’esterno? Quando mi sento in prigione?

NON AFFERRO MENO IL SENSO DI QUESTI DUE QUESITI, MA FORSE è PERCHE’ SONO STANCA..

Mi sento imprigionata da alcuni stati emotivi (ansia, preoccupazioni, angosce), dai pregiudizi, dalle false certezze e dalle abitudini; le dipendenze mi fanno sentire schiava…

E ci sarebbe molto altro ancora. Tutto questo, se ci penso, mi dimostra che quando affermo di essere libera, in realtà sto mentendo…

Perché la libertà non è non essere in carcere, oppure godersi una vacanza, o non doversi preoccupare di aver abbastanza denaro per pagare l’affitto; libertà è essere liberi dai condizionamenti, dal desiderio spasmodico di amore, denaro e considerazione…

Libertà è trovare quella dimensione del Sé in cui si ha la sensazione di sentirsi amati davvero, qualunque cosa io dica o faccia. Libertà vera è quello spazio in cui sento di meritare l’amore anche se sbaglio, anche se faccio male le cose. Libertà è sentire di essere parte di qualcosa di più grande, è la facoltà di stare bene in qualsiasi posto.

Libertà è grazia. Ciò non è qualcosa che una volta sperimentato non si perde più, ma è qualcosa che può andare e venire, come in una danza.

Non è possibile sentirsi amati in ogni momento della nostra vita: dentro di noi c’è un mondo, ci sono forze e tensioni contrastanti, che ci attraggono verso poli opposti.

Ma potremmo arrivare a coltivare questa sensazione nei nostri cuori, e arrivare al punto di riuscire a richiamarla dentro di noi.
Letto 1355 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 19:18

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