Mercoledì, 26 Novembre 2014 00:00

Andare a letto con...

Scritto da Luciano Cercatore
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Il primo incontro con lei è andato così. Un giorno a tarda sera, sono andato a rivendicare il mio legittimo caffè, casualmente nel Bar Cuore. Leggi qui cosa mi è successo...
Il primo incontro con lei è andato così. Dopo aver ricevuto la lettera di Sophie e un paio di notti insonni, un giorno a tarda sera, sono finalmente andato a rivendicare il mio legittimo caffè, casualmente proprio all’orario di chiusura del “Bar Cuore”. Lei era alla cassa e insieme ai soldi le ho passato una busta chiusa. Mi ha guardato con uno sguardo indicibile, misterioso, perturbante, ricco di sospesi. Non credo che potrò mai scordarlo.

Rimaniamo 30 minuti a parlare di tutto sulla porta del bar, cinema, libri, vita. Nelle mani tremanti volta e rivolta la lettera, ha freddo. Mi chiede di fare due passi con lei verso casa. Come no! Continuiamo a parlare, parlare, parlare, oltrepassando il suo portone ci allontaniamo dalla realtà. Mi invita a sederci in un altro bar a bere qualcosa di caldo. Come no! E parliamo, parliamo, parliamo di tutto.

Appena seduti mi racconta di essere andata l’altra settimana da una cartomante, trascinata dalla sua amica Elisabeth, esperta in magie di ogni genere. La profezia riguardava un radicale e imminente cambiamento nella sua vita. E ancora parliamo, parliamo, parliamo, se il futuro esiste o meno, se si può leggere attraverso i Tarocchi, se si può parlare di Destino, forse solo per alcuni Uomini, dice Gurdjieff. Già, per Gurdjieff ogni azione è impregnata di energia sessuale, affermo non senza sottintesi. Lei lo conosce solo di nome, ma non concorda affatto, e ancora parliamo, parliamo, parliamo. Non concorda, mi piace. Guardo le sue gambe, i suoi seni, le mani che nevroticamente voltano e rivoltano la busta.

È l’una di notte, il padrone del bar ci invita ad uscire, sono contento, vediamo se la serata prosegue. La accompagno sotto casa, dove continuano a sgorgare ragionamenti, ormai evidenti scuse per prolungare il tempo insieme.

Ha freddo. “È ora” mi bisbiglia: io zitto, spero e credo in quell’invito. “È ora di andare a letto”, magari anche lei sottintende… e invece no, decisamente mi sta salutando. Niente! Però mi aggroviglia le braccia intorno al collo, mi regala un bacio che ha il sapore di riposo, e poi di tempesta e foresta sconosciuta, poi scappa via, sorriso da incantatrice e occhi di rubino, ancora con quella busta in mano.

Ce l’ho già addosso, la sento con tutti i sensi, mentre torno a casa. Me l’immagino che si chiude la porta alle spalle e apre quella busta stropicciata.

Così è cominciato tutto. Con lei che legge queste parole:

“Sono qui, forse in ritardo sì, ma qui, nel tuo bar. Quest’occasione non me la perdo!”

Luciano Cercatore
Letto 1485 volte Ultima modifica il Sabato, 21 Maggio 2016 18:31
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Commenti (1)

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Grande luciano!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Bravissimoooooooo deve essere proprio bellissima questa sophie se esiste veramente!!!
Facci sapere gli sviluppi!!!!!

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