Lunedì, 16 Novembre 2015 00:00

Attualità: gli attentati di Parigi

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Possono paura e convinzioni sulla nostra identità farci sentire nemico dall'altro? La tragica cronaca di Parigi potrebbe darci indicazioni.
Forse non sapremo mai il vero motivo degli attentati di Parigi di venerdì scorso.
Sentiamo notizie da telegiornali e giornali che parlano di uomini armati che hanno sparato sulla folla perché portatori di una profonda diversità, espressione di interessi e scopi divergenti.

Si riconoscono davanti al mondo attraverso aggettivi che descrivono la propria indole o il proprio credo, assegnando contemporaneamente all’altro la qualifica opposta, quella del “nemico”.
Quante etichette formano la nostra identità?
“Sono diverso da te perché sono rosso, sono diverso da te perché non ho denaro. Sono diverso da te perché appartieni ad una parte diversa della città”.

Sono diverso da te e da tutto quello che non conosco e mi fa paura.

Esiste, però, un punto d’incontro tra tutto quello che sono e non sono e si chiama Riconciliazione. Alcuni uomini la cercano in se stessi fino a trovare quello spazio dove non sono separati dall’altro, dove le differenze diventano arricchimenti.

Non incolpano l'altro perché hanno contattato quella stessa paura in loro, e non si sentono né migliori né peggiori: riescono ad esprimere una Realtà più vicina al proprio centro, più intima, una Realtà più vera per l’essere umano.

Tali persone imparano a dar retta a una voce che dice loro di non avere paura.

L'invito per tutti noi in questo momento è di continuare a cercare dentro di noi quella stessa voce.
Letto 1058 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 21:43

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