Domenica, 01 Novembre 2015 00:00

Attualità: la religione secondo i nones

Scritto da teca di Milano e Legnano
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C’è un fenomeno di spinta laicità di cui da tempo si interessano anche le gerarchie di varie chiese ufficiali. È quello dei Nones. In questo articolo potrai scoprirlo
C’è un fenomeno di spinta laicità di cui da tempo si interessano anche le gerarchie di varie chiese ufficiali. È quello dei Nones, sono gruppi di non credenti, che si sentono attratti dalla dimensione spirituale e che, dall’Inghilterra agli Stati Uniti passando per l’Australia e l’Irlanda, si riuniscono ogni due domeniche nelle loro chiese laiche per cantare, leggere e condividere esperienze, bere una tazza di thè con pasticcini e avere il piacere di sentire un tepore interiore che sa tanto di anima. Di ritorno a casa.

Sono organizzati in congregazioni, e il loro nome deriva da “none of the above” (“nessuno dei sopracitati”, riferito ai vari credi religiosi). Ovvero, non credono in nessun Dio, o probabilmente ognuno di loro crede in cuor suo in qualcosa di diverso e unico, di speciale e indefinibile. Così come Diverso, Unico, Speciale e Indefinibile dovrebbe essere Dio, verrebbe da dire.

Forse è così, ma forse no. C’è di vero che queste comunità esistono e probabilmente più che un fenomeno sono configurabili come un sintomo. E non certo di una redenta laicità in cui ci si gode la vita pienamente, quanto piuttosto del fatto che le religioni (pare che il maggior numero di Nones provengano, com’è naturale che sia, vista la loro collocazione geografica, dal credo cristiano) non riescano ad alimentare quella fiammella interiore presente nell’uomo. Il quale si scopre solo e di essere indifferente a Dio, e per questo dà vita a una religione che anziché collegarlo verticalmente, lo mette in comunicazione su un campo orizzontale, creando piccole passerelle che lo conducono ad altri uomini anziché ponti che lo proiettino verso l’infinito.

Per definire questo sintomo qualcuno ha coniato il termine di apateismo (apatia verso Dio, significativa variante di ateismo) e si è spinto a sciorinare statistiche di quanto siano più ricchi i Paesi in cui vige la laicità, di come vi si apprezzi mediamente di più la vita e di quanto la scienza vi trovi terreno più fertile. Sarà…

"Dio non c'è, e nel caso ci fosse, la cosa non mi riguarda. La laicità è il mio unico credo”, paiono dire i Nones. Già, ma cosa s’intende col termine laicità? Trovo su internet: “Laicità è il rigetto di qualsiasi autorità religiosa; la pretesa di autodeterminare le proprie scelte morali ed etiche, assunzione di responsabilità nelle scelte e accettazione critica delle rinunce che ne derivano; modo di essere che valorizza l’individuo e il suo vissuto, centralità dell’uomo e dei suoi valori positivi e la sua capacità di confrontarsi; consapevolezza che ogni scelta personale ha risvolti e conseguenze
anche nei confronti di chi sta intorno a noi”.

Leggo e rileggo, mentre mi scorrono davanti parabole e passaggi del Vangelo che a un certo punto mi spingono a chiedermi: Può essere che Gesù fosse anche un laico?
Letto 1399 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 18:50

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