Mercoledì, 28 Maggio 2014 15:59

Attualità: Viaggio verso Marte

Scritto da Teca di Legnano e Milano
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Il nostro viaggio interiore alla scoperta del pianeta rosso
Una sera, mentre guardavo la tv, rimasi colpito da un servizio dove si parlava di un programma spaziale che ha come scopo la colonizzazione del pianeta Marte.

Inizialmente partiranno circa 40 persone che dovranno essere scelte tra migliaia di giovani aspiranti di tutte le nazionalità ed estrazione sociale, sono state fatte delle interviste ad alcuni di questi candidati, ai quali è stata chiesta la motivazione della loro scelta, se questa esperienza incuteva in loro qualche paura circa gli eventuali pericoli che avrebbero potuto incorrere su una spedizione spaziale.

Le risposte date sono state tutte positive, nessuno ha mostrato la minima esitazione ad affrontare un simile viaggio periglioso alla scoperta del Nuovo Mondo.

Il giorno seguente ripensai alla determinazione di quelle persone.

L’essere umano da quando è comparso sulla Terra è sempre andato alla ricerca di nuove terre, perennemente desideroso di trovare ambienti più confortevoli dove poter coltivare e pascolare; ha scoperto risorse che Madre Terra ha ceduto senza opporsi, ha conquistato con la forza nuovi territori sottomettendo anche popolazioni pacifiche, si è spinto sempre più lontano sino ad arrivare ai confini del mondo.

Adesso l’uomo vorrebbe addirittura conquistare un pianeta lontano anni luce.

Ma perché questi giovani desiderano affrontare un viaggio probabilmente senza possibilità di ritorno?

L’uomo, fuggendo dalla Terra, pensa forse di trovare nel pianeta Marte un rifugio, un luogo dove sentirsi libero.

Viaggiare fa parte del codice genetico dell’essere umano, in perenne cammino sin dal momento del suo concepimento, ma in questo suo percorso alcune volte si dimentica del privilegio che gli è stato donato.

Sin dai primissimi giorni di vita, iniziamo un viaggio verso l’esterno, puntiamo a conquistare altri mondi; universi fatti di amori, amicizie, rapporti interpersonali, lavorativi che fanno parte della vita di ogni giorno, ma non ci rendiamo conto che a nostra volta poi ne veniamo attirati. L’uomo cerca delle situazioni in cui rivive determinati stati emotivi che gli ricordano l’infanzia, il primo amore, la prima sgridata, il primo schiaffo ricevuto e via dicendo. Questo significa che noi tendiamo a trasformarci in satelliti, entrando nell’orbita di quelle sfere emozionali. Con il tempo l’essere umano si trasforma in una sorta di androide, con annesso una sorta di pilota automatico.

Il termine, androide, era già in uso nell’antichità, sin dalla mitologia greca, venne coniato per rappresentare un essere che veniva utilizzato per soddisfare dei bisogni.

Ma siamo proprio fatti così? Non possiamo liberarci da alcuni di questi meccanismi?

Da questa domanda prende il via il viaggio alla scoperta del nostro pianeta interno.

Rendersi conto di questa nostra assenza di Volontà, è la base per il lancio della “nostra astronave”.
Iniziare il viaggio alla scoperta di se stessi, l’osservazione dei nostri movimenti e delle nostre posture sono il preludio di un cammino, per uscire dai confini della nostra conoscenza, dalla nostra atmosfera.

Entrare in contatto con le nostre emozioni e i nostri pensieri, iniziare a scoprire che in ciascuno di noi esistono questi mondi interiori, parti antiche, codici che fin dalla nostra infanzia si sono formati al nostro interno, ci aiuta a procedere nelle tappe di questo viaggio. Solo così comprenderemo che in noi esistono anche parti dure come meteoriti, che quando raggiungono la superficie del nostro pianeta interiore creano dei crateri enormi, come la rabbia, la vergogna, la paura, che - se incontrollate - possono causare profonde ferite. Questi elementi che fanno parte della nostra vita quotidiana, non sono corpi estranei che gravitano all’infuori di noi, ma vivono in noi, si sono formati nel corso della nostra vita.

Nel lavoro su di sé è importante iniziare a osservarli, entrare in contatto con loro per capire di che materia sono fatte, qual è la loro origine. Per scoprire magari che non hanno mai ricevuto una carezza, che hanno bisogno di essere accettate e amate.

Allora in noi ci sarà una trasformazione, esse diventeranno stelle luminose del nostro cielo interiore, diverranno uno strumento prezioso per il proseguo del nostro cammino.

Ci ricorderanno di volgere lo sguardo alla stella che brilla più di ogni altra, il Sole del nostro universo profondo, la Scintilla Divina che esiste in ognuno di noi che illuminerà il cammino ritrovando la strada per continuare la Via e scoprire il nostro pianeta.

L’universo che è in ognuno di noi, la sua scoperta, è il viaggio più bello e affascinante che si possa fare.
Letto 1461 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 19:32

Commenti (3)

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Ho conosciuto un amico che spesso viaggia per il mondo Un giorno gli dissi che talvolta ho l'impressione che si viaggi per un desiderio di ricerca e scoperta del mondo, ma non si riesca ad esplorare l'Universo che è in noi. Mi rispose che proprio l'inseguire quelle esperienze erano occasione per cercare sè stesso. Ma quante volte, seduto accanto a me, l'ho visto bloccarsi davanti alle porte della sua anima, rifugiarsi in concetti o convinzioni, e se con grande sforzo ed aiuto riusciva a varcare la soglia di una sua verità essenziale, dimenticare ciò che aveva visto. Sebbene meraviglioso, impareggiabile ed impagabile, a volte è davvero difficile intraprendere questo Viaggio, per qualcuno più di altri, in qualche momento più di un altro.

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  Ospite

Buongiorno Ivana,
grazie per avere commentato questo articolo, è vero siamo talmente immersi nel domani e nel passato che non ci ricordiamo più del momento presente, dimenticandoci di noi stessi.
Trovare uno spazio da dedicare a noi stessi fermandoci, sentire le nostre emozioni, i nostri pensieri e il nostro corpo, e sentire che in noi esistono delle parti fatte di amore, paura, vergogna, rabbia, dolcezza… questo è anche vivere nel qui e ora.

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  Ospite

Grazie per ricordarci di rientrare in noi....troppo spesso viviamo non nel qui ed ora.

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  Ospite
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