Mercoledì, 17 Settembre 2014 00:00

La Censura e la Rabbia

Scritto da Luciano Cercatore
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A volte la rabbia ci anima il cuore e ci sentiamo morire. Cosa fare in quei momenti? Come superare queste crisi? Questo articolo ti insegna che fare.
Bum-bum… Bum-bum… Bum-bum… sento il cuore in accelerazione. Non respiro, manca l’aria, senso di oppressione al petto. Ancora soltanto un piano per arrivare a casa. Ad ogni scalino sudore freddo alla nuca, i muscoli delle braccia si irrigidiscono. Mi sento morire, e mancano ancora dieci passi.

Respiro sempre più in fretta, ma l’aria non arriva. Sono finalmente a casa. Entro e mi lascio svanire, seduto con la schiena contro la porta, le mani sulla faccia.

Piango, piango, e lascio sciogliere l’ansia in questa acqua salata che brucia il mio essere. Mi vengono in mente le parole del “pazzo profeta dell’etere” nel film Quinto potere, del 1976: “Non serve dirvi che le cose vanno male, tutti quanti sanno che vanno male. Abbiamo una crisi. Molti non hanno un lavoro, e chi ce l’ha vive con la paura di perderlo. Le banche stanno fallendo…”

Il suo discorso prosegue in sottofondo nella mia testa e intanto rivedo la scena di stamattina col caporedattore: “Perché non è uscito il mio articolo sulla crisi nel supplemento della domenica?”

I suoi occhi dicono ciò che lui tace: non se ne può parlare. Non si può scrivere né sospettare che la crisi economica è stata pianificata a beneficio di alcuni, perché questi sono i proprietari dei nostri giornali, così come di tutta Oscurania. Non si può dire che questo minimo recupero nel PIL è frutto della vendita di armi che stanno uccidendo esseri umani nel mondo. Che qui ad Oscurania ci vogliono ignoranti, stressati, malati, disinformati, egoisti, disumani e impauriti, molto impauriti. E soprattutto non si può dire che gli interessi economici che ci amministrano non siano stati mai eletti da nessuno di noi.

Luciano, l’articolo te lo paghiamo come se fosse stato pubblicato, è una buona somma di questi tempi, di cosa ti preoccupi?” mi ha detto. “Vattene a casa tranquillo”. Fine.

E la mia ansia esplode, il pianto si mescola alle parole del pazzo profeta: “È la follia, è come se tutto dovunque fosse impazzito, così che noi non usciamo più. Ce ne stiamo in casa e lentamente il mondo in cui viviamo diventa più piccolo e diciamo soltanto: ‘Almeno lasciateci tranquilli nei nostri salotti, per piacere!’… Beh, io non vi lascerò tranquilli. Io voglio che voi vi incazziate… Voglio che vi alziate proprio adesso, che andiate alla finestra e l’apriate e vi affacciate tutti ed urliate: ‘Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!’ Voglio che vi alziate in questo istante…”

Mi alzo, cammino verso la finestra. Ho in tasca i miei soldi, il mese prossimo non avrò problemi per l’affitto, ma sento di aver tradito la mia dignità.

Apro la finestra, metto fuori la testa e mi chiedo: “Il mio urlo può davvero annientare la censura che oggi ha annientato me?”

Luciano Cercatore
Letto 1737 volte Ultima modifica il Sabato, 21 Maggio 2016 18:24

Commenti (4)

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Grazie Gisella, per ricordarmi la Dignità, con la maiuscola per giunta. Grazie a voi tutti per la vicinanza e anche per la rabbia, una prima reazione ancora da trasformare, ma che ci dà intanto una sveglia.

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Per rispondere di no alle censure di questo mondo ci vuole di essere pronti a pagarne il prezzo.
Non lo siamo tutti.
E non lo siamo sempre.
Nonostante questo, non esserlo oggi, non vuol dire che nulla mai cambierà.
Per rendere possibile questo cambiamento c’è bisogno che nel cuore di ognuno di noi prenda forma la convinzione di essere capaci di dire “no”, quando questo “no” lo sentiamo davvero.
Anche quando costa caro.
Se coltiviamo l’idea che nulla mai cambierà e che saremo per sempre schiavi di come vanno le cose all’esterno... allora, credo, è vero: nulla mai cambierà.
Ma se possiamo accettare amorevolmente che la rivoluzione interiore richiede tempo.. allora credo che un giorno saremo capaci di rispettare la nostra Dignità e di non permettere più a nessuno di calpestarla.
E non importa se quel giorno è vicino o lontano. L’importante è Desiderarlo con tutto il proprio cuore.
E credere che sia possibile.

Grazie per questa condivisione che mi ha aperto la possibilità di fare i conti con me stessa.
Un abbraccio,
Gisella

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  Ospite

SONO INCAZZATO NERO!!!! La gente mangia il triplo di quello che ha bisogno, consuma acqua, cibo, energia elettrica, benzina, medicine e risorse in generale e le spreca. Per distrazione, ignoranza o malainformazione. Hanno caldo e accendono l'aria condizionata, hanno freddo e accendono l'aria condizionata, accendono la luce artificiale quando basterebbe alzare la tapparella. Consumano 20 litri d'acqua per lavarsi i denti, 150 per farsi una doccia. Mangiano cibo che proviene da posti allucinanti, trattati in maniera allucinante. Lasciano la macchina accesa perché il condizionatore deve funzionare. Non trova lavoro perché per comprare un paio di scarpe vanno a misurarsele al negozietto e poi le acquistano su internet per risparmiare 20 euro (servono anche per pagare il commesso che ha una sua vita), scarica da internet QUALSIASI COSA, noncurante di nessun tipo di diritto, poi perché bisognerebbe averne per loro? Sentenziano il lavoro degli altri perché uno proprio non ce l'hanno (la gente che sa lavorare lavora). Prima di pretendere qualcosa prova a pensare cosa dai tu! VIVA LA CRISI! Almeno nella sofferenza ci sentiremo un po' più vicini spero. Mio nonno non aveva l'adsl, la macchina, lo smartphone, 4 pc, 3 stereo, 5 televisori, 20 collane, sigarette, birre, vino, mutande da 30 euro, giacche da 500 euro, vizi e viziacci. Almeno qualcosa la impareremo: l'umiltà. SONO INCAZZATO NERO!!!

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  Ospite

Caro Luciano,
ieri ho letto il tuo scritto prima di addormentarmi e mi ha colpito molto al punto che ho sognato che mi inviavi una lettera dove ne parlavi (ma non ricordo nei particolari). Mi ha colpito perché anch’io ho avuto a che fare con la censura ultimamente e posso comprendere quello che provi.
E soprattutto mi sento vicino a te perché provi una sana rabbia. Molte persone quando intraprendono un percorso spirituale si atteggiano a “guru” ed è come se i fatti del mondo non li toccassero, ma ci sono situazioni che non possono lasciare indifferenti come quando vengono violati per esempio i diritti umani universali. Troppo spesso la spiritualità diventa un alibi e tanti sembrano insensibili alle ingiustizie perché tanto il mondo è così, non si può cambiare, conta solo il lavoro su se stessi. Il lavoro su noi stesi è tutto ma non può anestetizzarci difronte a certi avvenimenti.
Spero che tu possa pubblicare il tuo articolo attraverso altri canali perché sento che è importante per te. Ti hanno imbavagliato, per forza che ti senti soffocare. Non si tratta di fare i martiri, devi lavorare, hai bisogno di pagarti l’affitto ma un altro modo per far arrivare la tua voce ci sarà.

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  Ospite
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