Mercoledì, 10 Dicembre 2014 00:00

Attualità: Il cervello d'argilla

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Il nostro cervello è un materiale versatile, che si struttura insieme alla nostra propria storia. Quali possibilità di ulteriore sviluppo abbiamo?
L'esperienza della relazione, soprattutto nei primi anni di vita, plasma il nostro comportamento e poi la nostra vita. Il nostro cervello è come l'argilla, un materiale estremamente versatile, che man mano si struttura con il tracciarsi della nostra storia personale. Da quali mani siamo stati plasmati? quali possibilità di ulteriore sviluppo ha la nostra mappa neuronale?

Prima parte

Il neonato, in nove mesi di progressivo sviluppo, ha già raccolto una serie di informazioni che, dopo la nascita, continuerà probabilmente a ricevere dal suo ambiente ed elaborare. La qualità della relazione tra il bambino e la madre che si prende cura di lui, è alla base del processo di crescita emotiva dell'essere umano. Successivamente, l'interazione con l'ambiente scolastico, amicale e sociale gli forniranno ulteriori informazioni che porteranno alla creazioni di "Codici" che, in psicologia, vengono denominati "MOI" (modelli operativi interni). Essi sono alla base della creazione di connessioni automatiche fra pensieri diversi, i cosiddetti "pensieri associativi"; dell'impedimento al libero flusso delle emozioni; dell'origine di rigidità motorie dannose per la salute (come afferma A. Lowen). Nel sistema di Gurdjieff, tali "Codici" sono attribuiti all'apparato formatore, la 'centralina' che dovrebbe mettere in comunicazione i vari centri (motorio, sessuale, emozionale, intellettuale), ma che crea nell'uomo coazioni a ripetere e meccanicità. Tutto quanto detto finora potrebbe suggerire l'idea di una certa rigidità dell'organismo umano, che in realtà è un sistema dotato di una straordinaria versatilità.

L'articolo che riportiamo, scritto dal dott. Cofano (Luciano Cofano, "Neurobiologia della mente relazionale", Rivista Italiana di Gruppoanalisi, XXIV, 1, 2010), ci offre importanti, recenti acquisizioni delle neuroscienze sulla neuroplasticità e flessibilità dei sistemi neuronali, dimostrando che l'apprendimento, il pensiero e l'azione possono attivare o disattivare i geni, modellando così l'anatomia cerebrale e il nostro comportamento.
Il lungo e complesso articolo è stato sintetizzato e riportato in parte.
Neurobiologia della mente razionale (Dott. Cofano)
"Cosa c'entra la neurobiologia con la mente? Cosa c'entra un chilo circa di materia gelatinosa con il mondo delle idee? Cosa c'entra la biochimica con la filosofia? Le moltissime ricerche che si stanno sviluppando in questo campo allontanano in modo sempre più deciso lo spettro di un presunto determinismo. È un argomento che, portandoci nella zona di confine tra il campo della biologia e quello della psicologia, può consentirci di superare la dicotomia tra scienze della natura e scienze dello spirito, fra pensiero scientifico e pensiero filosofico.

[....] Nel pensiero filosofico e psicologico moderno è ormai consolidata una concezione relazionale della mente. Relazionalità che ha un suo preciso fondamento strutturale a livello neuro-biologico. È questo un punto particolarmente qualificante, perché nel momento stesso in cui consideriamo l'uomo nella sua dimensione biologica, cioè come entità vivente, dobbiamo necessariamente prendere in considerazione la sua intima e imprescindibile connessione e interazione con il suo ambiente vitale. Infatti, sapendo che lo sviluppo e la sopravvivenza degli esseri viventi dipende in modo determinante dalla possibilità di interagire con le risorse del loro ambiente vitale, non è possibile, se non in modo puramente astratto, concepire la nozione di individuo isolandolo dal suo ambiente.
[....] Solo a partire dagli anni Novanta è stata riconosciuta la straordinaria plasticità autopoietica della massa cerebrale, dovuta a una continua neoformazione e auto-organizzazione delle connessioni sinaptiche, possibile anche perché il tessuto cerebrale è ricco di cellule staminali che consentono lo sviluppo di nuovi neuroni e nuove connessioni sinaptiche. [....] Il nostro cervello non va pensato come un insieme di mappe o sistemi specializzati ma come un'unica singolare mappa globale.

Lo sviluppo, l'organizzazione e l'ottimizzazione delle mappe neuronali, è un processo risultante dalla concomitante azione di istruzioni genetiche e di eventi epigenetici. È importante rilevare che, tranne alcuni casi, gli eventi epigenetici, cioè le esperienze vissute, possono sia favorire l'attivazione delle istruzioni contenute nel DNA dei singoli geni sia disattivarne la realizzazione.
Questa considerazione, nel risolvere l'antitesi tra innatismo e ambientalismo, dimostra l'inconcepibilità di qualsiasi tentativo di riduzionismo o di determinismo ontologico.
Durante i primi sei mesi dello sviluppo embrionale, il cervello si presenta come una massa gelatinosa liscia; nella corteccia nuovi neuroni nascono, migrano, si connettono tra loro e con altre regioni del cervello. Sono queste connessioni che, alla fine del secondo trimestre, col crescere della massa cerebrale, determinano con la loro trazione il corrugamento della corteccia e la formazione delle pliche e delle circonvoluzioni cerebrali.

[....] È in questo periodo dello sviluppo embrionale che possono verificarsi alcune di quelle alterazioni strutturali che si manifesteranno in epoca post-natale.

Alla nascita, il peso del cervello è di circa 400 grammi e, per l'aumento numerico dei neuroni e la formazione delle guaine mieliniche, raggiunge i 1000 grammi verso un anno di vita, e compie la maggior parte della sua maturazione entro i primi due anni. Si può quindi dire che il periodo di formazione delle prime relazioni oggettuali coincide esattamente con il periodo di massima crescita cerebrale. Per esempio, i neuroni della corteccia prefrontale, che elaborano l'autoregolazione delle emozioni, sviluppano la loro rete di connessioni nei primi due-tre anni di vita grazie alle stimolazioni provenienti dall'interazione con l'ambiente vitale che, letteralmente, contribuiscono a modellare, scolpire il cervello del neonato. L'esperienza è quindi una imprescindibile sorgente di variazioni topobiologiche. Come dice Edelman l'esperienza rappresenta un fattore decisivo nel processo della morfogenesi delle strutture cerebrali, per cui nella loro specificità irripetibile è inscritta la storia relazionale di ogni individuo.
Letto 1912 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 22:49

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