Mercoledì, 26 Marzo 2014 00:00

Come Sopravvivere allo Stress, alle Code e alle Bollette

Scritto da Luciano Cercatore
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Stamattina di corsa, devo finire il pezzo nuovo entro stasera. Sono le 8.00 e il giornale non aspetta. Capita anche a te di avere una vita stressante? Leggi qui cosa mi accade...
Stamattina di corsa, caro lettore. Devo finire il pezzo nuovo entro stasera. Sono le 8.00 e il giornale non aspetta. Ma prima devo pagare la bolletta della luce, ho un appuntamento, passando devo comprare tutti i quotidiani, verificare che mi abbiano pubblicato il pezzo di ieri senza storpiature, e poi un po’ di spesa per il frigo deserto. Sto scrivendo sulla fretta e lo stress della vita in città. Prendo la metro. Il graffito verde e oro alla fermata: il mio preferito. Confusione, facce stanche, rapite, grigie. Cuffiette, smartphone, iPod, iPad… tutti ad aspettare la fermata giusta. Nessuno incrocia il mio sguardo.

9.15

Oggi sono solo, in mezzo alla città. Però un’anziana signora sa che esisto, forse lei ha tempo per accorgersi. Mi sorride sdentata. In fila per la bolletta, 10.00, 10.20, 10,37

Finalmente il mio turno. “Mi spiace, il terminale si è bloccato, deve pazientare fino all’arrivo del tecnico”. Non so se riesco a non dirti che non ti do un pugno perché la vetrata che ci divide è troppo spessa! Non espressione delle emozioni negative… già. La bolletta domani, ok. Esco. Prendo una scorciatoia fra i vicoli. Lavori in corso, chiusa. Rifaccio il giro.

11.15

Puntualissimo, con i giornali sottobraccio, all’appuntamento con la signora del vecchio Night “California”, ugola d’oro di Oscurania negli anni Ottanta, conosce nel loro intimo tutti i personaggi facoltosi ormai in decadenza. Mi serve per il pezzo sugli anni del boom economico.

11.23

Un sms: “Adorabilissimo Lucien, non riesco ad arrivare da te in orario. Domani a casa mia per una tisana alle erbe?” No che non vengo, ti faccio un’intervista telefonica. Chissà che erbe ci metti! Lo sapevo, l’articolo ha subito l’incursione di qualche scribacchino intanato nella redazione, che forse non è mai uscito dalla porta per scrivere qualcosa di vero, e si limita a copiaincollare brandelli di internet per produrre trafiletti appena decorosi. L’infido devastatore del mio pezzo!

11.45

Mi arrendo. Oggi Oscurania è troppo ribelle. Mi siedo sul bordo del marciapiede, il mondo intorno a me continua a correre assonnato. Ognuno una meta, molte mete, importanti mete. Qual è la mia?

“Luciano, sei tu?” La mia maestra delle elementari, non è possibile, la riconosco dagli occhi azzurro-verde sepolti in un litorale di rughe. Mi dava una caramella gommosa e una carezza ogni volta che mi vedeva piangere; abbastanza di frequente, secondo lei, per essere un maschietto. “Sei sempre stato un bambino diverso da tutti gli altri”. Vero. La fretta si rompe e mi si apre il cuore. Il tempo si ferma alle 12.00, torno alla sensazione di quando masticavo la mia caramella e mi sentivo speciale. Le lacrime nel frattempo si asciugano.

Vado a fare la spesa, scelgo cosa voglio mangiare oggi, qualcosa di buono.

12.45

In fila alla cassa. Un bambino guarda con interesse le caramelle verdi gommose nel mio carrello.

Luciano Cercatore

Letto 844 volte Ultima modifica il Sabato, 21 Maggio 2016 18:18

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