Lunedì, 15 Settembre 2014 00:00

Attualità: La morte di Daniza e la legge dell'accidente

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Rimuovere un problema invece che affrontarlo è parte di un nostro piccolo fare. Invece il Fare necessita di conoscenza.
L'uomo-macchina è in balia dell'accidente, del caso" (P. D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto, pag. 149)
Tutto accade, affermava Gurdjieff riferendosi alla schiavitù delle reazioni meccaniche.
Così è accaduto che la povera Daniza sia morta. Nella catena di reazioni che fin dall'inizio si sono generate l'una dall'altra, questo epilogo addolora, ma non stupisce.
Che a ucciderla sia stata un'overdose di sonnifero, oppure la sua età, forse non lo sapremo mai. Ma è importante osservare l'ostinazione dettata dalla paura e dal calcolo politico nel perseguire un'intenzione poco responsabile e lungimirante.

Una risposta poco abile, mirata a una soluzione rapida e facile: rimuovere un problema anziché affrontarlo e trasformarlo.
Una visione limitata, che non guarda lontano abbracciando un panorama più ampio e considerando ogni istanza. Il piccolo fare, insomma.
Altro sarebbe stato in presenza di livelli di coscienza evoluti. Ma la capacità di Fare richiede conoscenza e controllo di sé.
"Il controllo delle cose esteriori comincia con il controllo delle cose dentro di noi, con il controllo di noi stessi" (Frammenti).

Il resto è illusione, oppure morte, intesa come vita irreale. E purtroppo molto spesso il sonno dell'irrealtà e della coscienza produce la morte di creature innocenti.
Letto 1179 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 22:56

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