Mercoledì, 09 Aprile 2014 00:00

Esercizio di Ritorno a me

Scritto da Luciano Cercatore
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Ringrazio te e tutti gli altri per le risposte che ho ricevuto la settimana scorsa. Ho visto che siete arrabbiati, indignati, ottimisti, forti, determinati. Vi sto conoscendo e questo mi piace. Non ricordo il giorno in cui ho incorporato l’abitudine di risvegliarmi grazie ad una tazzina di caffè. Molti di quelli che io chiamo illuminati alimentari dicono che bisogna evitarlo, e che si sta molto meglio senza. Oggi invece non saprei uscire di casa senza prendere il mio caffè, saltare nella doccia, strigliarmi i denti, mettermi il giusto vestito e compiere piccoli e nervosi movimenti con le mani, tentando di dare ai miei capelli in protesta un’aria accuratamente casual. Da molti mesi, a tutte queste abitudini sto tentando di aggiungerne un’altra, quella di tornare a me stesso, sempre, in ogni momento. Inizio al mattino. Deposta la tazzina vuota, mi metto seduto dritto, comincio a sentire il respiro. Senza cambiare nulla, lo sento e basta. Poi tento di ascoltare anche il battito del cuore. Come respiro e battito del cuore interagiscono tra loro, creando un flusso vitale, che percepisco scorrere attraverso il mio corpo. Partendo dalla parte superiore della testa, fino ad arrivare alla punta delle dita dei piedi. Senza alterare nulla, soltanto mettendo attenzione in ogni singolo punto, lasciando sciogliere ogni tensione. Respirando proprio lì. Ho scoperto un segreto per far sì che questo esercizio dia dei risultati di calma, e poi di pace. Svolgere il tutto coltivando un’attenzione tenera verso di me. Più tensione c’è, più affettuosità porto; più incontro dimenticanza, dispersione, incapacità, più amoroso mi mostro verso queste mie debolezze corporee (ma non solo). Una dopo l’altra, sento rilassarsi tutte le mie parti sofferenti, una spalla troppo sollevata, un muscolo tenace, una ruga in faccia. Alla fine sono pronto per la vita, per uscire di casa, pur rimanendo in me. Poi, durante la giornata, quando gli eventi mi sovrastano, chiudo gli occhi e respiro, bastano cinque secondi e mi sento di nuovo a casa. Troverò la pazienza per questo atto di gentilezza: una, dieci, mille volte al giorno? Prova, e dimmi se riesci anche tu a conquistare la gentilezza verso il tuo corpo. Luciano Cercatore
Letto 1102 volte Ultima modifica il Venerdì, 12 Settembre 2014 10:18

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