Sabato, 24 Ottobre 2015 00:00

Esperienze interiori: una centrifuga speciale

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Esiste sempre un colpevole da condannare nelle cose che ci accadono? Provare compassione, trovare un nuovo sguardo è trasformare noi stessi.
Dopo una giornata di lavoro ho solo voglia di rilassarmi e me ne sto spaparanzato sul divano. Tengo il mio notebook sopra le gambe e guardo qualche video, cerco informazioni tra i siti e ascolto l'ultima canzone tormentone. Improvvisamente ricordo che devo fare la lavatrice del martedì, quindi scattando mi dirigo verso quel compito rituale non sapendo ancora che stasera il suo programma mi riserverà una centrifuga speciale.

Ah il progresso, che bella invenzione! L'idea di poter riempire di panni sporchi una macchina che li laverà per me, mi rallegra un bel po'. Meccanicamente carico il cestello, chiudo lo sportello, metto il sapone nella vaschetta e via con il solito programma di lavaggio.
In pochi minuti posso tornare al mio mondo virtuale, senza aver fatto alcuna fatica e penso a mia madre che invece doveva andare a lavare i panni nelle vasche pubbliche del piccolo paese in cui viveva.
Sono di nuovo sul divano, catturato dal video del mio gruppo preferito, quando un tonfo mi fa sobbalzare. Capisco che proviene dalla stanza in cui si trova la mia amata lavatrice e immediatamente non sento più rumore. Ecco, si è rotta!
Adesso dovrò chiamare l'idraulico e spendere almeno 60 euro. Mi avvio verso la stanza, inizio a sentire l'agitazione che sale. Giusto stasera che ho un invito a cena e non posso arrivare tardi, e proprio stavolta ci ho messo dentro anche le ultime magliette acquistate. Ormai sono davanti all'oblò e non ho dubbi: il cestello è fermo, la lavatrice è proprio rotta! Guardo l'orologio è mi accorgo che ho solo mezzora di tempo prima di uscire e andare a cena da Gianni.

Decido di mantenere la calma e provare tutte le manovre possibili per farla partire di nuovo. Cavolo, io non sono un idraulico e non capisco niente di lavatrici! Faccio un po' di tentativi, giro la manopola per iniziare un nuovo ciclo di lavaggio, premo il pulsante di avvio. Controllo se c'è corrente, ma non è quella la causa. Provo a fare scaricare l'acqua, una centrifuga, un risciacquo, controllo il filtro ...ma non succede nulla. L'ansia si sta mutando in rabbia, avrei voglia di dare un cazzotto alla lavatrice e dirgliene quattro: ma ti sembra il momento migliore per fermarti?
Continuo ad armeggiare con bottoni e manopole, quando mi accorgo che dentro l'oblò si vede l'acqua. Ecco, se adesso apro si allaga anche il pavimento e magari cola tutto nell'appartamento dell'inquilino noioso! Osservo i panni, sono ammassati e inzuppati. Quando li tirerò fuori saranno tutti rovinati dal troppo tempo in ammollo. Adesso insieme alla rabbia c'è lo sconforto di aver danneggiato non solo la lavatrice, ma anche i vestiti.

L'immagine di mia madre che aggiusta un vestito rovinato, appare velocissima nella mia mente. Un flash che mi lascia sbigottito. Perché proprio ora quell'immagine?
Capisco che c'è qualcosa da osservare meglio, che in me si sta muovendo qualcosa.
Continuo a fissare l'oblò dove lei mi appare china con l’aria stanca, annoiata e anche se non dice nulla ho una sensazione spiacevole. Mentre consegna quel che ha in mano a un bambino di 8 anni, arriva l’audio e la sento dire: “Va’ a metterle nel cassetto. E cerca di stare attento, che magari vorrei fare altro invece di stare qui a rammendare le tue cose”.
Immediatamente collego questa scena con i panni nella mia lavatrice e mi sento in colpa per non aver evitato un danno al quale qualcuno dovrà porre rimedio in qualche modo, proprio come per quelle magliette strappate mentre da piccolo giocavo con gli amici.
Soldi da spendere che potrebbero essere risparmiati e non “sprecati” per la mia incuria.

Mi alzo in piedi, torno al presente e mi chiedo se davvero è colpa mia se la lavatrice si è rotta... Chissà, forse queste cose accadono a tutti senza che ci sia un colpevole da condannare, proprio come può accadere a un bambino di strappare la maglietta mentre gioca. Sorrido e provo compassione. Mi pare un sorriso nuovo che porta con sé la sensazione di chi sceglie di amarsi oggi riconoscendo e trasformando le impressioni che appartengono al passato.
Letto 1159 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 21:46

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