Venerdì, 06 Giugno 2014 12:18

Esperienze interiori: Ho fame

Scritto da Teca di Legnano e di Milano
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La meccanicità secondo gurdjieff attraverso un racconto di vita. Cosa possiamo apprendere da questa storia? Scoprilo
Apro il portone di casa e lì, accucciata sul marciapiedi, ci sei tu. Tieni in mano un cartello “HO FAME”.

Mi prende uno stranguglione allo stomaco e subito, sull’onda emotiva, ti do un euro.

Come sto bene ora… bevo il mio caffè al bar soddisfatta di me stessa.

Quanto mi piace la vocina che mi dice ‘brava, sei buona’.

Il giorno dopo ti rivedo e così per giorni di seguito.

Ogni volta il piccolo euro.

All’ennesima mattina: “Adesso basta” dico ad alta voce. M’irrigidisco e la vocina dentro sussurra ‘non se ne può più di questi qua’ e me ne vado sdegnata a bere il mio caffè al bar.

Però ‘come sei cattiva’… e poi ‘così egoista’…

Ma quante vocine dentro di me! Prima ‘sono buona’, poi ‘cattiva’.

In me un Giudice con il dito indice alzato assolve o condanna.

E siamo già in tre. Quella buona, quella cattiva e lui, il Giudice.

E dire che ero convinta di essere UNA, quando sono solo una molteplicità.

Uno, nessuno, centomila.

Grazie Pirandello.

Una sola moltitudine.

Grazie Pessoa…

Ah Monsieur Gurdjieff avevi ragione tu. Il Lavoro su di sé è impervio.

Quell’euro era donato meccanicamente, quello non dato era negato altrettanto meccanicamente…
Letto 1458 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 19:20

Commenti (4)

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Mi capita spesso di incontrare qualcuno che ha fame, do loro del mio cibo e vedo in lui un sorriso. Mi chiedo stai offrendo o è il tuo io che vuole qualcosa da te? quello che "vedi " è lui o sei tu? bell'esercizio di conoscenza di noi stessi.

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Hai colto nel segno. Dare il proprio denaro e il proprio tempo e' un esercizio meraviglioso di conoscenza di se'. Ci fa vedere i nostri attaccamenti, la nostra difficoltà a 'lasciar andare'...osserviamoci attentamente mentre agiamo su questi due fronti

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  Ospite

E' un po' come fare volontariato.
Chi dedica del proprio tempo, che pure è la cosa più preziosa che abbiamo, al prossimo,
spesso si crede migliore di altri.
Ma ad esser sinceri bisogna ammettere che è uno scambio, anzi, il più delle volte è chi
crede di dare che poi porta a casa qualcosa di prezioso, che non ha prezzo.

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  Ospite

Ecco che ogni avvenimento della mia vita, può diventare un occasione, un occasione unica per conoscermi meglio, per ascoltare le mie sensazioni e le mie voci interiori... E mentre mi ascolto, nella mia molteplicità ecco che... Mi sono persa anche l'altro, che mi parla ma io non riesco ad ascoltare, e non mi accorgo che mi sta dicendo cose molto importanti. Per ascoltarmi avrei bisogno di silenzio interiore e per ascoltare l'altro avrei bisogno non solo di silenzio, ma anche di spazio interiore per poter accogliere.

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