Martedì, 15 Dicembre 2015 00:00

Esperienze interiori: la mappa del tesoro

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L’ascolto profondo di noi ci porta immancabilmente al nostro centro con una lieve voce. Ci piace imparare a riconoscerla tra le tante voci.
“Tieni aperto il cuore. Ascoltalo. Lasciati toccare dalla sua dolce voce. Che le tue orecchie possano distinguerne la frequenza in mezzo a tutto il rumore che le assale. E così i tuoi passi sapranno quale direzione prendere”.
Mi sono svegliata, oggi, e mi sono accorta che qualcuno dentro di me, mi stava portando questo messaggio.
Ma qualcuno chi? Da quale parte di me si sta facendo sentire questa voce? Non so come poterlo comprendere. E se provassi a disegnare una mappa interiore? Ma sì, proprio come quando da bambina, nei miei giochi, disegnavo la mappa del tesoro. Chissà che non trovi un forziere nascosto che, aperto, mi abbagli con lo splendore dell’oro che contiene.

Dunque, da dove arriva questa voce? Vado subito a cercarla nella mente, il centro intellettuale secondo l’Insegnamento di Quarta Via.
“Tieni aperto il cuore. Ascoltalo”. Eccola, di nuovo, farsi strada in mezzo ai pensieri che meccanicamente si susseguono nel centro intellettuale. Questo luogo che in continuazione elabora le impressioni esterne, procede per opposti, fa paragoni, associa dati e, soprattutto, giudica. E per questo, spesso, mi appesantisce. Possibile che questa voce così lieve venga dal luogo che produce tutto questo? Mi sembra di sentire un gusto diverso, una vibrazione molto più sottile. Tanto che a volte la perdo durante questa mia giornata. La perdo quando mi annullo in quello che sto facendo, quando aderisco alle mie azioni, pensieri ed emozioni in modo totale, senza lasciare neanche un piccolo spazio tra me e loro.

Poi, improvvisamente, riprende a sussurrarmi all’orecchio. No, non può venire dalla mente questa lieve carezza che mi raggiunge quasi infilandosi tra i miei spazi, come la luce del sole che filtra tra gli alberi.
Continuo allora a cercarla sulla mia mappa del tesoro e disegno altre linee. Ma sembra che nessuna porti nel luogo che cerco. E’ come girare a vuoto. Un senso di inquietudine si fa strada.
Chiudo gli occhi, respiro, scendo in me. Inizio a distinguere una piccola luce, ma non appena cerco di afferrarla nel tentativo di darle un nome – di nuovo il centro intellettuale in azione – veloce scompare. Respiro. Eccola di nuovo. Abbandono il tentativo di afferrarla, e semplicemente la osservo. In silenzio. Piano piano, con calma, mi parla: “Ascoltami. Sei tu il tuo tesoro nascosto. L’oro che brilla sulla tua strada e illumina i tuoi passi. Non tradirti. Ascoltati. Continuamente, se te lo permetti, puoi ricevere dei segnali che guideranno i tuoi passi. Continuamente, se te lo permetti, puoi ricevere degli aiuti. Devi solo imparare a riconoscerli. E ad avere fiducia in te.”

Apro gli occhi. Prendo il foglio e completo la mia mappa del tesoro. Al centro, dove da bambina disegnavo una X, disegno me stessa. E la voce, lieve, mi sussurra all’orecchio: ”Eccoti, non dimenticarti del tuo posto nella mappa. Non dimenticarti di te”.
Letto 1398 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 21:38

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