Sabato, 25 Aprile 2015 00:00

Esperienze Interiori: Ombrelli rossi

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Oggi le relazioni sono molto complesse e difficili da gestire, da vivere nel modo corretto. Come fare?
È un momento delicato fra noi due. Non lo sono forse tutti?

Ogni momento in ogni relazione ci si muove in bilico fra attenzione di sé e dell'altro. Cosa è meglio per me? E per te?

Ogni istante si rischia di danneggiarsi o danneggiare, farsi o far del male.
Siamo tutti come sorridenti funamboli su di un precipizio buio ed oscuro che si tengono in bilico grazie ad un ombrello rosso che tengono in mano.
Non sempre riusciamo a rimanere su questo delicato filo che è la nostra strada, la nostra via, a volte, tante, tantissime cadiamo giù in quel profondo pozzo sconosciuto e ci facciamo molto male.

Ogni volta che qualcuno cade dal suo filo, per paura di schiantarsi, spesso prova ad aggrapparsi a chi, invece, è rimasto sul suo filo, a volte quest’ultimo, se particolarmente saldo ed attento e centrato, riesce a sostenere il peso di entrambi e riportare in equilibrio chi invece s'è distratto, altre volte, tante, tantissime, si fa trascinare nel baratro ed è proprio lì, in quella oscura nebbia che non ci permette di vederci l'un l'altro, che ci si offende e ci si fa del male dicendo o facendo cose che poi, sempre, ci fanno pentire.

Riproponiamo, quando siamo offuscati, ciò che conosciamo, i nostri vizi, le nostre ferite, le nostre mancanze, i bisogni urlanti e insoddisfatti che ci portiamo dietro.
Insceniamo una commedia o meglio una tragedia che conosciamo bene, che abbiamo vissuto, che è dentro di noi, i cui attori sono le persone che c'hanno visto crescere e dalle quali abbiamo appreso i nostri modi di essere.
Ma sono solo i nostri modi, non siamo veramente noi, ciò che insceniamo non è ciò che siamo, siamo solo attori inconsapevoli in un palcoscenico che non vediamo.

Là sotto, nel buio, crediamo e sentiamo di essere quegli attori, ma là sopra su quel filo è proprio lì che noi siamo davvero noi stessi, su quel filo che, non ci accorgiamo, ci porta tutti verso l'alto.
Ed allora, in questo momento fra te e me, cos’è che mi fa bene? E cosa fa bene a te?

Come posso io proteggere la fragilità che mi è propria ed al contempo non ferirti, così da evitare di cadere o farti cadere nuovamente in quel baratro?
Andare verso me stesso con ostinazione, determinazione persino combattendoti?
O forse lavorare per maturare una nuova coscienza, una coscienza presente ed adulta che mi permette di tenere in considerazione entrambi noi?

 
Letto 1130 volte Ultima modifica il Giovedì, 05 Maggio 2016 23:02

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