Giovedì, 03 Aprile 2014 17:04

Esperienze interiori: La mia paura più grande

Scritto da Gruppo di Milano e Legnano
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La mia più grande paura, il muro invalicabile rappresentato dal cambiamento
Tutto è in movimento, in continuo cambiamento.
Il tempo, la natura che ci circonda, noi siamo in continuo cambiamento, cambiamo d’aspetto, di umore, impariamo cose nuove e cambiano le nostre capacità.

Intraprendiamo nuove esperienze sempre con la speranza di ottenere un mutamento, possibilmente positivo, che ci arricchisca dentro e magari anche fuori.

Allo stesso modo iniziamo un percorso spirituale con la speranza di ottenere da esso nuove comprensioni ed arrivare ad una crescita interiore.

Ricordo ancora il giorno in cui incontrai per la prima volta il mio Maestro, mi guardò e mi disse “dopo tanti anni sei ancora così?”, dentro di me una sorgente di lacrime sconosciuta iniziò a scorrere silenziosa, ma si accese anche la speranza di aver finalmente incontrato qualcuno che potesse guidarmi nel mio labirinto interiore alla Ricerca della mia parte essenziale.

Con molta gioia ho iniziato il mio percorso che mi ha condotta lentamente e a volte anche con molta sofferenza a piccole comprensioni.

Ma ad un certo punto però mi sono ritrovata di fronte ad un muro invalicabile, davanti al quale ormai già da tempo mi sono fermata.

Ho imparato con il tempo a conoscere alcune parti che lo compongono, ne ho studiati alcuni mattoni, ed ho scoperto con dolore la loro provenienza.
Sono composti dalla mia vergogna, dal mio senso di inadeguatezza, dalla convinzionedi non meritare nulla e, soprattutto, ho compreso che questo muro è sorretto dalla paura di conoscere ciò che ho dentro, esso mi tiene lontana dall’incontro di una parte di me che considero oscura e che forse non riuscirei ad amare.

Percepisco che la vita vissuta così non ha senso ma non è facile fermarsi a guardare. Al solo pensiero di uno stop, in me, continua a rinascere un’emozione intensa e inizialmente indefinita che mi blocca e non mi permette di fare un solo movimento verso la mia parte più intima e nascosta.

Ho paura di sedermi e di trovare in me un immenso vuoto, di scoprire che il mio giardino interiore, tanto desiderato, ormai abbandonato da tempo, è diventato un garbuglio di rovi che non sarò in grado di districare.

Allora in un momento di crisi profonda un giorno dei tanti come uno zombie ho camminato a lungo per le vie della mia città cercando disperatamente un modo per restare fuori, lontano da me stessa, dalla mia casa e da tutto ciò che mi avrebbe potuto riportare indietro. Con la testa tra le nuvole ho continuato a vagare senza una meta … e andava tutto bene, qualsiasi idea e soluzione che mi permettesse di non entrare in contatto con quella sensazione di vuoto che temevo tanto.

… poi ad un tratto, un banale incidente, inciampo in un ostacolo … pochi minuti di dolore e quando riapro gli occhi scopro che la nebbia che avvolgeva la mia esistenza per un attimo si è diradata, e comprendo …
Non io ma il caso improvvisamente mi ha dato uno strattone e mi ha riportata all'istante al “qui e ora”. Così sono stata costretta a fermarmi, non potevo più proseguire il mio viaggio senza meta, il dolore che sentivo era più forte della paura, così mi ha riaperto gli occhi: solo allora ho ceduto e sono tornata zoppicando a casa … e dentro me.

Non ci sono alternative, prima o poi tutto deve prendere la giusta direzione. La mia è quella che avevo scelto tempo fa: il cammino verso me stessa… ma avevo cercato di dimenticarlo; però è in momenti come questo che comprendi che l’unica via da percorrere è il viaggio dentro di te, e a passi lenti ci riprovi e riprendi il cammino …
 
… e così ora sono ancora qui davanti a questo ostacolo, alla ricerca della forza per superarlo, a lottare ogni giorno contro la paura che avrei nell’incontrare un’altra me stessa che non saprei riconoscere o forse di ritrovarmi di fronte al nulla.
Talvolta percepisco in me la contraddizione che sorge tra il desiderio di andare oltre e quello di rimandare ancora e resto così immobile ad aspettare conscia di non sapere quanto tempo ho ancora a disposizione.

So che il cambiamento è insito nell’essere umano, non credo che io sarò l’eccezione, ma ora mi sento ancora di chiedere solo un attimo per trovare il coraggio, un tempo per medicare le mie ferite e per permettere che la natura faccia in me il suo corso … che finalmente io riesca trasformare il mio desiderio in un paio di ali per superare questa barriera. E forse quando sarò pronta non avrà importanza se saranno ali bianche o nere ma l’importante sarà aver provato a volare.
Letto 1345 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 19:27

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