Sabato, 27 Giugno 2015 00:00

Esperienze interiori: la prospettiva del bruco

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Pensiamo che sia possibile un cambio di prospettive nella nostra vita su quello che è la nostra realtà? Possiamo fare tesoro del proprio valore reale.
"Non ce la farò mai, non sono capace"! "Faccio sempre la figura della stupida"! "Sono fatto così: quando mi arrabbio, io picchio. È più forte di me"! "Nessuno mi ama... sono brutta"! "Prima o poi qualcuno mi abbandona, resterò solo"! "Sono una frana, non ne indovino una"! "Sono un disgraziato, succedono tutte a me"!
E via dicendo, credendo, profetizzando...

Quante volte frasi come queste risuonano nella mente pesando sul cuore e paralizzando il corpo? 
Sono convinzioni in cui viene riposta una fede incrollabile.
Credenze talmente radicate da non permettere esiti differenti.
Profezie appunto, auto-rivelate e immancabilmente auto-realizzate.
Idee che schiacciano facendo strisciare come bruchi impotenti e che avviluppano nel bozzolo in cui dormire. E in questo sonno esse irrompono come sogni che turbano e condizionano le giornate.

Da dove vengono? Chi sta parlando in me? Qualcuno in cui credere ciecamente, qualcuno che un tempo fu adorato come un dio. Fu inghiottito e ora parla dentro, ma soprattutto continuo a credergli.
La sua voce toglie le braccia per fare, le gambe per camminare, lasciandomi in balìa del mondo. In pasto a chi usa, a chi sputa.
È una voce registrata che parte automaticamente trattenendomi nella crisalide sotto-vetro di una realtà stereotipata, scontata, senza sorprese, senza stupore.

Una condizione davvero difficile e uscirne sembra impossibile, a meno che non intervenga un miracolo.
E il miracolo posso essere solo io nel momento in cui mi rendo disponibile a un lavoro di riconoscimento. Con pazienza, con coraggio, con fiducia.
Accade che la Vita offra l'incontro con gli strumenti che possono sostenermi e guidarmi in questo processo di metamorfosi e la sfida verso un nuovo atteggiamento creativo e vitale. Con stupore sento una voce che mi sussurra: "più grande è la lotta, più glorioso è il trionfo".
Lotta intesa come difficoltà da affrontare, o impegno amorevole con se stessi, e non come contrapposizione. Soprattutto come accoglimento e trasformazione.

Allora può iniziare un cambio di prospettiva che porta la sorpresa di credere anche in qualcosa di diverso dal dogma delle convinzioni limitanti e scontate. Quelle ci sono, non posso cancellare ciò che le ha generate, ma nel riconoscerle e comprenderle posso trasmutarle così come accade al bruco.
La farfalla è costituita ancora dal bruco, ma il panorama che contempla e il cibo di cui si nutre sono ora molto diversi.

Anche le più pesanti difficoltà che sembrano ostacolare una vita serena e appagante possono smetterla di limitare questa realizzazione. Possono trasformarsi e rivelare una grande bellezza se si impara ad affrontarle con amore e creatività, come nella storia raccontata dal bel cortometraggio "Il circo della farfalla".
Letto 2194 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 22:07

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