Venerdì, 14 Febbraio 2014 09:58

Esperienze Interiori: Sentire il corpo e le emozioni

Scritto da Gruppo di Milano e Legnano
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Cosa sentiamo quando riusciamo a concentrarci ed avvertire realmente le nostre emozioni?
Essere o non essere, questo è il dilemma? S'interrogava l'Amleto di William Shakespeare. Ma come facciamo a essere se non conosciamo noi stessi? Cominciamo dal corpo, visto che siamo soliti ascoltarlo solo quando ci fa male. Proviamo a sederci tranquillamente: concentriamo l’attenzione sul nostro braccio, percepiamone i muscoli che si muovono arrivando fino alla mano, alle dita che si allungano per afferrare un bicchiere... Sentiamo la mano mentre lo avvolge.

Cosa osserviamo? Probabilmente avvertiamo forte la sensazione di avere un braccio, di possedere una mano con delle dita…

E se ponessimo la stessa attenzione anche sulle nostre emozioni?

Facciamo un esempio. Abbiamo perso una persona amata, sentiamo il nostro dolore, forse disperazione?
Ma fermiamoci un attimo, facciamo un bel respiro e concentriamo l’attenzione su cosa sentiamo. Possiamo chiederci: era una persona che amavamo veramente?

Come stavamo in realtà insieme a lei o lui? Proviamo a dare ascolto alla parte di noi che soffre: percepiamo il vuoto e le ferite riaperte da questa immagine?
Riconosciamo le paure che si celano dietro tanta sofferenza?
Le risposte possono essere molteplici e ognuno di noi ne ha di personali. Però, forse, abbiamo messo a fuoco delle cose di noi che prima ignoravamo, riuscendo a mettere la nostra attenzione sulle nostre emozioni, anziché viverle solamente.

Stiamo iniziando a costruire una parte di noi, che prima ignoravamo, una parte che è in grado di osservare se stessa nel momento stesso in cui vive.

Forse fra molti anni, quando saremo di fronte a uno specchio, davanti alla nostra immagine riflessa, riusciremo, tra le pieghe della bocca, a guardarci con stupore, ri-conoscendo, per la prima volta, in quell’immagine noi stessi.
Letto 1909 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 19:29

Commenti (2)

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Non pensare, ma ascoltare ciò che è dentro di te. Se lo fai la mattina, prima di metterti al lavoro, ti donerà una quiete che risplenderà sull'intero giorno. Dovresti proprio cominciare così ogni giornata: fino a che le ultime briciole delle preoccupazioni e tutti i pensieri meschini siano spazzati via dalla tua testa. Così come ogni mattina spazzi via dalla tua camera polvere e ragnatele, così dovresti renderti pulita nell'interno ogni mattina. E solo allora puoi iniziare il tuo lavoro. Etty Hillesum Diario ( 10 giugno 1941)
Auguro a tutti buona domenica! Che la quiete risplenda sul nostro intero giorno

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Mi fa pensare che è proprio così. Il mio corpo, che è qualcosa di visibile, di palpabile e concreto, è, in realtà, ancora un grande mistero. Non ne conosco i meccanismi e a malapena ne ascolto le sensazioni. Pur essendo il mio involucro, la mia casa, la sede delle mie percezioni, il piu' delle volte non lo ascolto, e non lo onoro. Come posso conoscere quella parte di me più invisibile e autentica che, pure attraverso il corpo, cerca di esprimersi e di farmi sentire la sua presenza, di attirare la mia attenzione?

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