Mercoledì, 21 Ottobre 2015 00:00

Esperienze interiori - un sorriso di benvenuto

Scritto da La teca di Milano e Legnano
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Rumi ci ricorda: “Quest’essere umano è un albergo, ogni mattino un nuovo arrivo. E se ogni esperienza fosse un’occasione per maturare ed evolverci?
Sorridiamo così poco…
Rumi ci ricorda:
“Quest’essere umano è un albergo, ogni mattino un nuovo arrivo.
Una gioia, una depressione, una meschinità, qualche temporanea consapevolezza che viene come un visitatore inaspettato. Dai il benvenuto a tutti!
Anche se sono una folla di dispiaceri che spazzano violentemente la tua casa vuota dei suoi mobili, tratta ogni ospite onorevolmente.
Può darsi che ti stia ripulendo per prepararti a una nuova delizia.
Il pensiero oscuro, la vergogna, la malizia, incontrale sulla porta ridendo e invitale dentro.
Sii grato di qualunque cosa venga, perché ognuna è stata mandata come una guida dall’al di là”.

Quante volte invece stentiamo a dare il benvenuto a ciò che ci viene a visitare.

Nel caso le cose vadano male, pensiamo all’istante che tutte le disgrazie importunino proprio noi.
Diamo la colpa alle situazioni e agli altri, riassunta nella super inflazionata frase “perché capita proprio a me?”.

E se ogni singola esperienza davvero fosse un’occasione per maturare ed evolverci?

Basterebbe iniziare a non intestardirci a vedere tutto sempre da un unico punto di vista: certo, vedere il bicchiere mezzo vuoto è molto più facile che vederlo mezzo pieno.

Eppure per chi cerca di stare su una via spirituale è necessario tentare di sottrarsi il più consapevolmente possibile alle leggi che regolano la vita ordinaria che sono leggi di tipo generale.

Ma l’essere umano è in balia di ciò che lo circonda, non è padrone di sé.

Portare questo a consapevolezza è forse proprio il primo gradino da salire.

Rumi parla di ”aldilà”: forma un po’ desueta e abusata, con cui sembra riferirsi a influenze che provengono da un altrove e alludere a influenze la cui sorgente è al di fuori della vita normalmente intesa.

Ma ciò che colpisce in questo brano è l’approccio di gioia e letizia da adottare: tornano alla mente le parole di dolcezza delle Beatitudini.

E allora caro lettore, lasciando andare la razionalità e i pregiudizi, chiudiamo gli occhi.

Stiamo nel silenzio e immaginiamo questo albergo…

Indugiamo sulle caratteristiche esterne e i dettagli di questa costruzione: la grandezza, i muri, le finestre e la porta …
Poi entriamo e percepiamo di trovarci al sicuro, in un luogo ospitale e conosciuto…

Restiamo per un po’ nello stato di silenzio della mente e del cuore.
Sentiamo bussare, apriamo la porta…
Lì, sulla soglia si affollano emozioni, disagi, personaggi…

Ci sembrano presenze scure, inquietanti…
Siamo sorpresi e forse scossi da queste presenze…

Cosa sono venute a fare?
Istintivamente reagiamo in modo negativo: paura, ansia…
Abbiamo già rotto lo stato di silenzio.
Siamo preda di mille domande…

Torniamo allo stato di silenzio della mente, a quella cedevolezza che significa saper ricevere, accogliere…
Diamo il benvenuto a tutto quanto arriva, accogliamolo perché è nostro e ci vuole trasmettere un messaggio.

Osservazioni, decodifiche, sviluppi e lavoro verranno dopo...
Adesso diamo solo un dolce benvenuto.
E sorrideremo.
Letto 1595 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 18:51

Commenti (1)

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Bellissimo articolo.
Assolutamente si. Lo condivido.
E col passare degli anni, e delle esperienze, anch'io con Rumi, ritengo che nella nostra vita, intanto, nulla avvenga come si suol dire "a caso", e che tutto, gioia e dolore, risate e lacrime, servono alla Vita ed allo Sviluppo di un essere.
Grazie, e grazie al caro e grande Runi, eterno ispiratore di valori stra-ordinari.
Gi

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