Mercoledì, 28 Maggio 2014 00:00

Il condominio

Scritto da Luciano Cercatore
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Questa volta ho incontrato Maurizio. Il numero uno del mio anno di immatricolazione all'università. Vuoi scoprire cosa accadde? Leggilo qui.
Stamattina a caccia di notizie avvincenti per la rubrica Vite ad Oscurania. Microscopiche storie di persone qualsiasi. In questi casi indosso le vesti del guerriero urbano, stano le storie fra i muri ammuffiti e dietro le pareti di appartamenti accavallati l’uno sull’altro. In qualche ora ecco pronto il sudato trafiletto. Piccola sosta al bar, prima dell’azione. Incontro il mio amico Tigo, piacevole menzognero sudamericano, che subito attacca con una delle sue storie, solitamente contraffatte: “Il mio condominio è in mobilitazione. C’è la ragazza del secondo piano che il marito l’ha lasciata con una bambina di un anno. Scomparso nel nulla venerdì.” E giù il decimo bicchierino della mattina. L’argomento del giorno è venuto a me! Tigo recupera: “Inutile dirtelo: anche se è veramente ben fatta, non so se è il caso di iniziare una storia con lei, la situazione è fuori di testa...” Vado.

Mentre raggiungo la piccola stradella dove abita Tigo, mi chiedo se quella donna accetterà di essere intervistata da un ignoto giornalista. Entro in una grande e verde corte assolata, assurdamente contrastante con lo sciupato quartiere intorno. Mi viene incontro una donna credo dell’Europa dell’est, mi sorride interrogativa, chiedo, mi indica una porticina sulla balconata del secondo piano. “Hamina è sola in città straniera, no lavoro, pensare a tutto: affitto, spesa, bollette, pannolini, bimba piccolissima da amare senza riposo”. Mi consegna un tegame con uno sformato da portare ad Hamina. Busso e mi apre una donna bellissima, tranquilla e affabile. Le spiego. Mi fa entrare, mi offre da bere e anche da mangiare. Resto stupito da quest’accoglienza.

Una piccola casa, curatissima, piena di candele, tappeti, cuscini colorati, tutto inflessibilmente cinese. Conosco anche la piccola Maya, sta giocando con un acchiappasogni ad uncinetto. Confesso che con i bambini vado in confusione, in loro presenza sento una specie di imbarazzo, come se mi leggessero dentro. Però quando la vedo che ride forte e allunga le manine per acchiappare sogni, ammetto che mi rapisce. Bussa un vecchio marocchino, con due buste ricolme: “Per bambina”, dice. Hamina protesta un po’, lui non sente ragioni, lei accetta. Il marito è andato via senza dire nemmeno una parola, mi spiega Hamina, e lei non capisce come questo sia possibile. Ha venduto i suoi limitati ori per comprare delle cose belle a Maya. Fiera mi mostra la culla fintamente ricamata a mano. Veniamo interrotti da una telefonata: l’altra vicina, quella del primo piano, la invita a pranzo. Mi racconta che prima, quando c’era lui, era tutto triste, perché la loro casa era triste. Adesso invece è aperta, e lei si sente sempre in compagnia. Sta cercando lavoro, anche se i vicini la riempiono di regali, lei vuole farcela con le sue forze. Mi invita al compleanno di Maya, un anno tra qualche giorno. Vuole festeggiare con tutti. Farà la pizza con una ricetta segreta del suo paese. Accetto, sarà la festa di tutto il condominio. Mi fa vedere che sta preparando “un albero della vita”, un ramo in cui ha appeso foto, giocattoli, campanelle, fiori, tutti i ricordi del primo anno di vita di sua figlia.

Esco con una sensazione di sazietà, sono stato travolto dalla capacità di amare di questa donna. Amare nonostante tutto, in ogni condizione, perfino la più difficile. La notizia forse non c’è, ma questa storia va raccontata, perché è un inno alla Vita.

Alla prossima Cronaca da Oscurania, amic@ mi@

Luciano Cercatore

Letto 840 volte Ultima modifica il Sabato, 21 Maggio 2016 18:12

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