Mercoledì, 14 Maggio 2014 00:00

Il primo amore non si scorda mai

Scritto da Luciano Cercatore
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È Maggio, mese pitturato e profumato di fioriture. Mese delle rose. Ritorna l’immagine di lei. Rosa grandi occhi neri. Vuoi scoprire cosa accadde?
È Maggio, mese pitturato e profumato di fioriture. Mese delle rose, dicono, i fiori che più di tutti parlano a chi cerca. Stamattina sono uscito presto per poter andare due ore nell’unico parco abbastanza grande da farmi dimenticare la città che lo recinta. Al bar la ragazza del caffè non c’era, perciò non sono nemmeno entrato.

Seduto sulla panchina che preferisco, quella dove incomincia il fitto degli alberi, mi guardo intorno con meraviglia. Quanto bisogno avevo di verde, di respirare una Natura miracolosa. Arrivano due ragazzi giovanissimi, tenendosi per mano. Occhi negli occhi, ogni tanto rallentano, persi l’uno nell’altro. Poi spariscono nell’impenetrabile.

Ritorna l’immagine di lei. Rosa-grandi-occhi-neri. Mi pareva di poterla descrivere con le parole di Consolo. “Rosalia. Rosa e lia. Rosa che ha inebriato, rosa che ha confuso, rosa che ha sventato, rosa che ha rόso, il mio cervello s’è mangiato.” Con lei ero diventato un giovane leone, non conoscevo confini, ero il più bello, il più creativo; tutto diveniva possibile.

Il primo amore, quello dei ragazzi, può essere il più magico e il più tragico. Adolescenti erano Romeo e la sua Giulietta. “Rosa che punto m’ha, ahi!, con la sua spina velenosa in su nel cuore.”

È durato niente, un pomeriggio ho ascoltato venir fuori dalle sue labbra quell’ingenuo “Non ti amo più”, come se sapesse tutto dell’amore. Una nube scura e appiccicosa mi è scesa addosso e penetrata dentro, dai pori della pelle, fino al fondo più fondo: “...liquame nero, pece dov’affogai, ahi!, per mia dannazione. Corona di delizia e di tormento, serpe che addenta la sua coda... rosario d’estasi... bujo precipizio, pozzo di sonnolenza... Rosalia, sangue mio, mia nimica, dove sei?”

Ritorno dai ricordi, da quegli occhi neri che per me sono stati una nigredo, una dissoluzione alchemica. Crescendo cambia un po’, anche se l’amore resta mistero assoluto ancora adesso. Leggere a M.A. Madrigal mi aveva fatto comprendere qualcosa. Succede semplicemente che la vita si riprende quello che ci ha imprestato. Tutto sta nel non credere mai di possedere qualcosa o qualcuno. Ma impararlo è una via di conoscenza. Perché l’amore umano è un frammento di qualcosa di più vasto. E così ho mosso umilmente i primi passi sulla Via dell’Amore.

Luciano Cercatore
Letto 885 volte Ultima modifica il Sabato, 21 Maggio 2016 18:13

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