Martedì, 10 Novembre 2015 00:00

In Ascensore

Scritto da Luciano Cercatore
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Oggi sono rimasto bloccato in ascensore con la mia vicina, quella che chiamo la maga. Questo genere di incidenti mi irrita terribilmente. Leggi qui cosa è accaduto...
Oggi sono rimasto bloccato in ascensore con la mia vicina, quella che chiamo la maga.
Questo genere di incidenti mi irrita terribilmente. Maledetto trabiccolo, riparti… non riparte. Dobbiamo avere pazienza, aspettare, arriveranno.
Costretto in un metro quadrato, al buio, con una persona ingombrante in tutti i sensi, che insieme mi affascina e inquieta. Con lei non si può mica parlare del tempo, lei ti legge dentro… e sorride sempre. Si accuccia a terra, la sua mole occupa i due terzi dello spazio, mi invita a fare altrettanto. Poi inizia a raccontarmi una storia

“Quando ero una bambina molto piccola, sognavo di danzare come una farfalla e per molti anni frequentai una delle Scuole di ballo più rinomate.
Avevo una maestra molto severa che mi faceva lavorare sodo, tanto che spesso piangevo per la frustrazione e ogni sera dovevo curare i miei piedi gonfi.
Quando la disciplina sembrava diventare intollerabile, miracolosamente il suo abbraccio amorevole mi salvava e ridava senso e valore al mio lavoro. Potevo rialzarmi e riprendere la danza per volare più in alto.
Un giorno arrivai a Scuola e lei non c’era più. Era stata sostituita da un’altra insegnante.
La delusione fu cocente e mi sembrò che tutti quei sacrifici non avessero più alcun senso. Nessuno a pungolarmi, né ad accogliere con amore i miei errori e conquiste.
Mentre sedevo, sconfitta e chiusa nella sofferenza, ecco la sua voce: “Perché piangi? Tu non sei mai sola.”
Quelle parole mi consolarono mettendo radici nel mio cuore. Il pianto cessò, sollevai la testa e ricominciai gli allenamenti. Alla fine dell’anno potei accedere al corso superiore. Avevo chiara la meta e, nonostante la fatica, potevo contare su quella voce, che divenne la mia guida interiore.”


Un sobbalzo e la cabina riprende lentamente la risalita verso l’alto.
Piano piano le porte si spalancano alla luce.
Siamo liberi… i nostri sguardi si incontrano in un saluto grato.
Non mi serve altro.



Letto 845 volte Ultima modifica il Sabato, 21 Maggio 2016 18:38
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