Mercoledì, 04 Giugno 2014 00:00

La mia maschera in tempo reale

Scritto da Luciano Cercatore
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La mia maschera in tempo reale si modifica e cambia in base alle circostanze del mio mondo esteriore. Vuoi scoprire come stabilizzarti? Leggi qui!
Periodo postelettorale. Due settimane di conferenze stampa di politici che si annunciano tutti come giusti vincitori. Parole e parole, tante volte bugiarde, sorrisi che sembrano ghigni, promesse per comprare voti disperati o benestanti. Uno show di maschere qui ad Oscurania.

Cosa c’è di positivo in tutto ciò per un giornalista freelance? Aspettando il discorso del politico del giorno, c’è sempre un piccolo buffet, ed è facile trovarsi con qualche vecchio collega o creare nuovi contatti. Questa volta ho incontrato Maurizio, il numero uno del mio anno di immatricolazione all’università.

Ho notato come qualcuno, dall’altra parte della grande sala, fissava i suoi occhi su di me. Uno sguardo che da subito mi ha innervosito. Mi sono voltato ed era lui, camminava verso di me, con le braccia aperte, un sorriso perfetto, i capelli ingellati e un impeccabile vestito che sembrava gridare: “Ciao, io sono un giornalista ben remunerato!”

Non avevo più saputo niente di lui dalla laurea: stessa sessione, voti molto diversi. Sempre avevo immaginato la sua vita scorrere agevolmente sul tappeto rosso che conduceva direttamente al successo. È stato sempre così, anche quando ha iniziato a vedersi con quella ragazza che a me piaceva tanto, e credo anche io a lei, in fondo.

Da quando l’ho visto, mentre percorreva i 20 metri che ci separavano, nella mia testa è partito un film, come quelli che si vedono prima di morire. Ho ripassato tutta la mia vita e poi, nel momento in cui eravamo l’uno di fronte all’altro, una voce dentro di me ha sentenziato: “Luciano, sei un fallito. Non hai una casa di proprietà, né un lavoro stabile, non sei sposato, niente figli, e la tua vita sentimentale è uno sconquasso”.

“Ehilà, Luciano! Come stai? Quanto tempo! È bello rivederti!” E lì non so cosa sia accaduto, chi abbia preso il comando dentro di me, però ho iniziato a parlare senza smettere nemmeno per prendere fiato. Sentivo la mia voce diversa, piena di certezze, i miei gesti aperti, ampi. Il mio sguardo come a sfidarlo. E una parte di me osservava come quest’altra continuava a dire bugie, esagerare i miei piccoli successi, parlare dei miei futuri progetti, facendogli anche credere con mezze parole sapienti che non passavo mai una notte da solo.

Senza quasi mai lasciare dire niente al mio interlocutore, ho cominciato la mia piccola conferenza stampa. Affioravano tecniche di PNL, libri di Psicosintesi, ogni forma di posa, postura, artificio retorico, perfino l’Ho’oponopono, per aiutarmi ad apparire un uomo di successo... Alla fine desideravo soltanto dissolvermi rapidamente. Sentivo vergogna, e non pensavo fosse possibile sostenere ancora per molto quel personaggio saltato fuori dal mio cappello da illusionista.

Ho preso la via di fuga. “Ehilà, Luciano!” ho sentito nuovamente. “Volevo salutarti, e... chiederti se hai qualche lavoro sottomano... in questo momento qualsiasi cosa mi andrebbe bene, anche al di fuori dal giornalismo. La carriera non è andata come pensavo, e tra qualche mese, se non succede qualcosa, rischio di perdere casa.”

Ecco di nuovo la Verità che dissolve ogni nostra dolente, piccola o grande menzogna.

Luciano Cercatore

Letto 971 volte Ultima modifica il Sabato, 21 Maggio 2016 18:12

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