Mercoledì, 23 Aprile 2014 00:00

Minuscula Illimitata Luce

Scritto da Luciano Cercatore
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Anche a Oscurania abbiamo celebrato la Pasqua, ma a me è sorta dentro la domanda più ardua: “Chi sei, Dio?” Oggi vorrei tracciare ipotesi.
La settimana scorsa, quando vi ho parlato della mia cicatrice, mi avete scritto in tanti. È bello potersi svestire davanti a chi non giudica la debolezza. E non dispone di ricette facili per “guarire” l’imperfezione. In voi ho trovato questo sguardo. GRAZIE.

Anche a Oscurania abbiamo celebrato la Pasqua, il giorno della vita di Cristo in cui destino umano e divino si mescolano. Mistero illimitato. Da bambino andavo a messa con molta contentezza, mi piaceva il prete Marco, perché era gentile, si dava da fare per la parrocchia e sorrideva instancabile. Io lo imitavo, e mi davo da fare anch’io. Ad esempio la Domenica delle Palme mi occupavo di organizzare le decorazioni per la funzione: “Questo ramo ha esultato all’ingresso di Gesù a Gerusalemme”, diceva prete Marco mentre spolverava un antico candelabro. Intrecciando foglie di palma pensavo: “Chissà come stavi scomodo seduto su quell’asino”. Poi è giunta la mia crisi religiosa, ho perso il senso di quella ritualità, e soprattutto mi è sorta dentro la domanda più ardua: “Chi sei, Dio?

Ormai ero un ragazzo, era giunta l’avventura del “diventare grandi”. Ma Gesù me lo sono continuato a immaginare come lo vedeva il piccolo Luciano. Un fratello maggiore dallo sguardo inspiegabile, che tutto sa, ma più di tutto ama ogni cosa, instancabilmente, sempre, per sempre. Quando sullo schermo della mia mente appariva quest’immagine, non soltanto tutto il resto si gettava timidamente sullo sfondo, ma al centro del mio petto esplodeva qualcosa, una sorta di felicità, una minuscola e illimitata luce.

Anche tu ne sei a conoscenza? Forse sì, se stai leggendo queste parole.

Ecco che un giorno, mentre quella che oggi chiamo scintilla divina era accesa in me, ho compreso qualcosa di nuovo: quando lei emanava le sue radiazioni, io non soltanto potevo fare spazio e gioirne, ma potevo anche ricambiare. Forse ti sembrerò matto, però in quell’attimo ho capito che quella scintilla mi amava, e anche io potevo amare lei.

Non so esprimerti bene cosa è successo dopo. È stata come un’esplosione. Mi sono sentito trasportato in uno splendente Altrove, senza spazio-tempo. È durato qualche minuto, ma quando mi sono risvegliato (oppure mi sono riaddormentato), mi sono detto: questa è l’unica cosa che voglio, voglio essere così.

Una Voce in me ha risposto: “Così Io Sono”.

Ti abbraccio
Luciano Cercatore

Letto 950 volte Ultima modifica il Sabato, 21 Maggio 2016 18:15

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