Martedì, 13 Gennaio 2015 00:00

Not in my name

Scritto da Luciano Cercatore
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Si srotolano le scene dei blitz in Francia, nella redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo. 12 morti in tutto. Leggi le mie riflessioni...
La testa arruffata di Sophie, mentre dorme nel mio abbraccio, mi riconduce alla bellezza dei baci appena scambiati. Accendo la tv per l'ultimo notiziario. Sbagliato, non dovevo! Il volume è minimo, ma la crudezza delle immagini è un pugno nello stomaco.

Una dopo l'altra si srotolano le scene degli attentati e dei blitz di questi ultimi giorni in Francia, nella redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo. 12 morti tra giornalisti, disegnatori e poliziotti. Seguono commenti di cronisti, interviste alla gente e ancora altre immagini da guerriglia.

Mi colpisce il volto attonito di una donna: "Sono sbigottita per tutta questa violenza. Non capisco. Non riesco a spiegarmela…". "Il dramma è che ci sono uomini che si arrogano il diritto di togliere la vita ad un altro uomo, non importa in nome di cosa!" Dentro di me la tempesta.

Libertà di stampa… Ma quale libertà, quando è impossibile anche la satira? Le democratiche e libere (?) società occidentali, il terrorismo organizzato, l’intolleranza, la xenofobia, la paura di tutti noi. Chi vende le armi e finanzia il terrorismo e le guerre? Non sappiamo più dove sta il vero.

L’11 settembre ha dato inizio ad un’era, ad una guerra non conclamata che oggi ci devasta. Dopo il 1993, quando la Russia ha smesso di rappresentare il nemico dell’Occidente, Huntington ha ipotizzato l’inizio di uno scontro tra civiltà con la creazione di un nuovo nemico, perché evidentemente sempre abbiamo bisogno di un nemico.

Sophie si è svegliata e guarda lo schermo con espressione dolente. Non dobbiamo occultare il vero.

Perché tanta violenza? Da cosa nasce l’integralismo? Facile pensare che sia colpa di una religione. In questo modo non vediamo le vere ragioni del male. Ma come possiamo credere ad un Dio che ci chiede di uccidere? Allora, chi è il vero nemico? A volte penso la nostra stessa natura.

Sophie bisbiglia ancora intorpidita: “Abbiamo smarrito la nostra vera natura”.

Mi scuote nel frattempo la figura di Ayat, giovane combattente, compagna di uno dei terroristi uccisi. L’espressione triste, lo sguardo perso, il corpo che scompare nel drappeggio nero, mentre solo una striscia lascia apparire gli occhi. E poi il mitra puntato. Se fossi padre spiegherei a mio figlio: “Piccolino, sappi che ogni uomo ha una ferita nel suo cuore, un dolore sconosciuto che lo può rendere malvagio. E così il mondo diventa il posto della sua malattia ancora non curata…”

Quanto mi piacerebbe che tutto questo fosse un brutto film, dove abbiamo ben chiaro chi è il cattivo e chi è il buono. Quanto vorrei la pace della mente. Quanto vorrei sentirmi libero dal male. Invece devo lottare sempre e ogni volta con la complessità.

Gli occhi di Sophie sfolgorano per la commozione ed emanano lampi: "Quando ricominceremo a difendere la Vita?"

Luciano Cercatore
Letto 1459 volte Ultima modifica il Sabato, 21 Maggio 2016 18:53
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Commenti (3)

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No Luciano... mi dispiace. Comprendere e addolorarsi per colui che tragicamente compie il male (inteso esso come il gesto più estremo, togliere la vita a un altro) non significa per me, conseguire con la clemenza. La ferita nel cuore e il dolore sconosciuto non possono sfociare in gesti del genere. Quello che invece accade, secondo me, è un delirio collettivo, perpetrato su popolazioni o parte di esse piuttosto ignoranti, da parte di sedicenti uomini di potere teocratico. E proprio con la forza del branco, si illudono dell'esistenza di un dio da vendicare e rispettare anche a costo della vita stessa, sia essa la propria o altrui. Dietro questo delirio, esiste il desiderio di pochi di addormentare le masse ed esercitare, nel loro tornaconto, un potere economico senza precedenti. Si fa leva sull'ignoranza che alimenta la ferita del cuore e si promette a questi illusi il paradiso dopo l'estremo sacrificio. Ma non posso giustificarlo. Non so come si possa intervenire, brancolo anch'io, non lo so. Ma pur senza desiderio di vendetta alcuna o di punizioni per Ayat, certo non potrò essere un allocco clemente e comprensivo. E questo vale per qualsiasi religione. Sai quanti cattolici sono pronti ad attendere il loro leader che li incita a prendere le armi ? "Noi non lo facciamo" mi dicono... eppure vedo eserciti di cani sciolti pronti a scaricare la loro rabbia sul musulmano, nemico di turno, appena il primo di loro, fomentato da un capo occidentale che ancora non è uscito allo scoperto, dovesse iniziare.

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Benvenuto nel mondo 48 caro Luciano!!!!! Parafrasando un nostro Amico "Siamo su un treno che và da qualche parte;possiamo impiegare il tempo che dobbiamo trascorrere sul treno in vari modi, fare qualcosa di utile(svegliarci) o buttarlo via inutilmente P.D.Ouspensky un abbraccio

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Lo sanno anche i bamini ormai che l' 11/09/2001 le torri gemelle non sono "implose" su se stesse a causa degli aerei che le avrebbero colpite ma sono venite giù a a causa di una demolizione controlata.
Oggi a distanza di anni state ancora lì ad accusare"i terroristi".
Ma quand'è che vi svegliate davvero e la smettete di prendere per vero ogni notizia del teleggiornali?
Caro Luciano sinceramente con questa storia di Sophie hai rotto.

baci e abbracci

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