Mercoledì, 17 Settembre 2014 00:00

Quarta via: Il male e il bene, Ercole e l’Idra

Scritto da la Teca di Legnano e Milano
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Perchè Gurdjieff parla di consapevolezza ed inconsapevolezza e non di bene e male?
Il tema del male e del bene non viene mai trattato in maniera diretta né da Gurdjieff, né dai testi di riferimento della quarta via.

L’aspetto centrale, che ritroviamo anche in altre scuole sapienziali, verte piuttosto sui concetti di consapevolezza e inconsapevolezza.

La strada della consapevolezza può essere imboccata solo attraverso sforzi continui, il cui scopo è quello di produrre il ricordo di sé, ovvero lo stato di presenza. Si tratta in pratica di includere me stesso, di sentirmi, mentre guardo la vita scorrere come le immagini di un film davanti ai miei occhi.

Questi sforzi, se protratti, indipendentemente dai risultati specifici ottenuti, porteranno alla creazione di un io osservatore, che sarà pian piano in grado, nel momento stesso in cui si vive, di osservare in azione i diversi componenti della mia personalità: pensieri, emozioni e corpo fisico.

La sola forza dell’osservazione è sufficiente a renderci consapevoli.

Ercole, in una delle sue fatiche, deve combattere contro l’Idra, un orrendo mostro a nove teste. 

Ogni volta che le taglia una testa, essa si moltiplica. Quando Ercole capisce l’incantesimo, prende l’Idra e la espone al sole, che la farà rimpicciolire e sparire.

Il sole della nostra osservazione imparziale, è l’unica arma contro i nostri pensieri e le nostre emozioni incontrollate. Ma cosa vuol dire questo in pratica?

In pratica, se stiamo pensando dentro di noi, magari con agitazione, a una persona che ci ha fatto molto soffrire (Idra) e immaginiamo di combatterla, giustamente, anche immaginando di rispondere con correttezza al male (tagliare le teste) , per la legge degli opposti, ovvero il principio dicotomico presente sulla terra, in realtà stiamo alimentando l’idra.

La radice della parola Diavolo, non fa riferimento al solo male, ma è per l’appunto dividere, quindi creare “bene” e “male” che si contrappongono.

Tutte le volte che i media ci propongono nemici spregevoli, poteri occulti e cose che ci fanno discutere, la nostra voglia di giustizia non fa che alimentare queste stesse forze.

L’unica soluzione viene da dentro ed è l’auto-osservazione. Non a caso nella nostra scuola chiamiamo questo testimone interiore il “santo osservatore”.

Gurdjieff, in belzebù, parla di come il malfunzionamento degli esseri umani li porti a cercare il mezzogiorno alle tre. Ovvero invece di osservare il mezzogiorno a mezzogiorno (ovvero guardare in faccia, con l’osservazione le nostre parti) tendiamo a farci distrarre dagli effetti, ed entriamo in dialettica con il male.

Ed è per questa ragione, credo, che Gurdjieff preferisca parlare sempre di sforzi per essere consapevoli, anziché di bene e di male.
Letto 2751 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 19:16

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