Giovedì, 16 Gennaio 2014 13:17

Quarta Via: I ruoli che interpretiamo nella vita

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I  ruoli non sono determinati dalla nostra volontà, ma dalle circostanze esterne.In realtà sono adattamenti che si sono costruiti nel tempo.
Prima che Eric Berne introducesse il concetto di copione nella psicologia moderna, Gurdjieff faceva notare ai suoi allievi come ognuno di noi assume, rispetto alle persone e alle situazioni che gli stanno intorno, diversi ruoli, ognuno dei quali rimanda ad un gruppo di determinati io che formano la nostra personalità.
Possiamo essere un capo autoritario al lavoro, un padre permissivo con i nostri figli, un compagno distratto per il nostro partner, un burlone con gli amici.
Questi ruoli non sono determinati dalla nostra volontà, ma dalle circostanze esterne. In realtà sono adattamenti a queste circostanze che si sono costruiti nel tempo, grazie all'accumulo di informazioni, sensazioni, esperienze ed emozioni che il nostro apparato formatore ha registrato e messo in relazione , non sempre corretta, tra loro.

Quindi noi registriamo i nostri ruoli in modo totalmente inconsapevole; non li vediamo, siamo convinti di essere sempre coerenti, sempre " noi stessi ". Come sempre siamo molto bravi nel vederli nelle altre persone, ma per quanto ci riguarda è molto più difficile.
Abbiamo pochissimi ruoli nel nostro repertorio, forse 5  o  6  e può capitare che improvvisamente questi ruoli possano entrare in conflitto: un amico con il quale andiamo in giro la sera e con il quale ogni tanto beviamo troppo e facciamo i buffoni, viene a trovarci in ufficio durante il lavoro. In questa situazione ci troveremo sicuramente a disagio e per un attimo ci sentiremo spiazzati, così come davanti ad una situazione imprevista, per la quale non abbiamo ancora  " confezionato " nessuno ruolo adatto a quella situazione.

Secondo Gurdjieff in questi momenti viene fuori per una frazione di secondo il nostro vero Se', ma non fa in tempo a mostrarsi perchè la paura e il disagio ci faranno ripiombare immediatamente in un ruolo da interpretare  magari anche poco adatto alla circostanza, e con conseguenze tutte da scoprire.
Seguire consciamente o inconsciamente le nostre convinzioni ci fa vivere una esistenza senza allontanarci da tutte le credenze, i preconcetti, le esperienze, le azioni, gli errori, le cose riuscite, i successi, e gli insuccessi che abbiamo accumulato e registrato nella nostra vita.

Ma se volessimo vedere le cose in maniera diversa? Se volessimo uscire da strade già tracciate cosa potremmo fare?
Letto 2641 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 19:46

Commenti (2)

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le vie possono essere infinite, ma quella che sto adottando io è la tecnica degli specchi. Partendo dal presupposto che gli altri sono Me e che so vedere meglio negli altri i loro copioni, allora mi pongo questa domanda: quanto di me, c'è in quello che vedo in loro? quanto in loro proietto quello che di me, sto scartando??

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già, bella domanda. Difficile stare seduti e assistere alla propria commedia resistendo alla voglia di alzarsi e scappare.
A meno che non si venga accompagnati da un carissimo amico che, seduto accanto con il cuore spalancato, ti aiuti a osservare e accogliere il magnifico spettacolo che sei. Da lì forse si possono creare anche scene diverse?

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