Domenica, 31 Maggio 2015 00:00

Quarta Via: l'insegnamento della morte

Scritto da
Ti piace?
(48 Voti)
Il ricordo della morte e la presenza della malattia, correttamente compresi, ci porta a vivere il Presente e a una consapevolezza maggiore.
Ti sei mai chiesto che legame esista tra la spiritualità e la sofferenza, la malattia e la morte?
Canta la strofa di una nota canzone di Battiato: "Bisognerà per forza attraversare, alla fine, la porta dello spavento supremo". In che modo un essere umano può pensare di prepararsi ad attraversare questa porta, se nell'ambito della sua vita non si è preparato attraverso un lavoro specifico? Pensiamo veramente che questa esperienza sia così lontana da noi?

"Una mattina, mentre percorrevo la tangenziale alla guida della mia auto, pioveva. Imboccando una galleria, ho sentito il manto stradale viscido. Improvvisamente, ho avvertito la perdita totale del controllo dell'autovettura; la macchina ha sbandato, urtando contro il marciapiedi della parte sinistra della galleria. Il rumore dello schianto, generato dallo scoppio delle ruote anteriori, si è spento nel momento in cui l'auto è stata rimbalzata indietro e si è fermata di colpo. Intanto, arrivavano delle auto nello stesso senso di marcia: in una frazione di secondo ho realizzato che avrebbero potuto investirmi in pieno. L'intensa consapevolezza della morte mi ha pervaso. Quando le auto sono riuscite a fermarsi a pochi metri dalla mia, ho capito che il peggio era passato. Ero vivo! E sano!"
"Quando sono sceso dall'auto, nonostante il tremito che avvertivo alle gambe, ho preso atto della possibilità di camminare ancora... Credo che quel momento si sia inciso dentro di me come un marchio. Almeno lo spero..."
 
Questa esperienza rende palpabile l'esperienza della morte che può incrociare la nostra esistenza in ogni momento facendoci sperimentare profondamente la caducità della vita e rendendoci consapevoli che essa non è nelle nostre mani.
Nel nostro secolo, la vita media si è molto elevata a causa del miglioramento del tenore di vita e dei progressi della medicina e tale recente evoluzione ha provocato un notevole cambiamento di mentalità anche in rapporto alla morte. Ne è nato un conflitto tra la vita e la morte, dove quest'ultima viene dipinta come assurda e ripugnante, da cancellare dalla memoria personale e collettiva. Eppure la morte resta, il dolore resta, con la loro insuperabile realtà. Ci sono coloro che vedono nella morte la fine tragica dell'esistenza umana, delle sue aspirazioni, delle sue attese.

...Altri pensano, invece, che è di fronte alla morte che l'uomo scopre qual è il suo essere autentico. Arrivare il più preparati possibile a questo evento è uno dei più alti obiettivi di un vero cammino spirituale, come tutti i Maestri e lo stesso Gurdjieff insegnano.
Due perle possono aiutarci a prepararci a morire: "Io vivo adesso" - la più alta consapevolezza che l'unico attimo che abbiamo da vivere è quello presente - e "non so se avrò un futuro" che ci aiuta a ricordarci che moriremo.

Allora, mentre viviamo più intensamente che possiamo gioie, dolori, profumi e sapori di questa esistenza terrena, cerchiamo di ricordarci che la morte è un aspetto della nostra vita fisica e che esiste 'un'alchimia divina' che lega malattia, decadenza, la morte stessa a una realtà di amore e di luce.
Letto 1493 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 22:09

Commenti (0)

Rated 0 out of 5 based on 0 votes
Ancora non ci sono commenti dei visitatori.
Perchè non inizi tu ad attivare il dibattito?

Lascia un Commento!

Per pubblicare IMMEDIATAMENTE i tuoi commenti Registrati o Entra nel tuo account. Sign up or login to your account.
Allegati (0 / 3)
Share Your Location