Martedì, 01 Aprile 2014 17:59

Quarta Via: La sofferenza volontaria

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Soffrire volontariamente significa stare nelle situazioni di attrito o  che ci procurano dolore, ai nostri lati oscuri e siamo costretti a vederli.
Quando, leggendo i testi di Gurdjieff, ci si trova a tu per tu con il concetto di sofferenza volontaria la prima domanda che si affaccia alla mente è “Ma perché dovrei voler soffrire?” Tornano alla mente, con un certo fastidio,  le sofferenze autoinflitte con strumenti di antica memoria come il cilicio.

Ma se si approfondisce l'argomento si scopre ben presto che non è questo il tipo di sofferenza a cui si riferisce Gurdjieff.
Soffrire volontariamente significa imparare a stare nelle situazioni di attrito, nelle situazioni che ci procurano dolore, quelle in cui ci troviamo improvvisamente di fronte alle nostra meccanicità, ai nostri io più meschini o più fragili, ai nostri lati oscuri e siamo costretti a vederli...

È necessaria una grande forza e il ricordo costante dello scopo del Lavoro perché per nostra natura tendiamo a fuggire dalla sofferenza e a rifugiarci in un'anestesia che ci permetta di proseguire la nostra vita routinaria  (ecco perché G. parlava del Lavoro su di sé come di un lavoro contro natura).

La pratica del Ricordo di Sé aiuta a restare nelle situazioni, aiuta a restare nel dolore che si prova, e questo è fondamentale: quel dolore ha bisogno di essere ascoltato, quel dolore ha un messaggio da dare, in quel dolore è probabilmente nascosta una comprensione importante che lotta per arrivare alla coscienza.
Letto 4585 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 19:40

Commenti (2)

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Vedere la propria sofferenza è molto doloroso. Nella nostra cultura povare dolore è associato a qualcosa di spiacevole e a livello emozionale, succede qualcosa che sfugge al nostro controllo. Il fisico prova un dolore che non vogliamo ascoltare e che trova altri sbochi per farsi sentire. L'anima che così sofre, agisce a livello sottile e trova le vie per farsi ascoltare. Ascolto quel dolore, ha molte cose interessanti da raccontare...

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  Ultima modifica commento su 3 anni fa da Gruppo di Sassari e di Cagliari

Gurdjieff conosceva i meccanismi. Fantastico!

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