Domenica, 09 Marzo 2014 17:03

Quarta Via: lettera a Ouspensky

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Caro Ouspensky, chissà chi sei veramente. Abbiamo tradotto e pubblicato il tuo libro “Incontri con il maestro” e ci sembra di esserti più vicini.
Chissà quante volte, parlando con i tuoi allievi, ti sei sentito in difficoltà, perché ciò che dicevi non era immediatamente comprensibile. Quante volte le domande dei presenti rivelavano una distanza dal cosiddetto "Sistema"? E tu a fare da tramite, da ponte. Chissà cosa c'era dietro le "Pause" trascritte sugli appunti di chi desiderava lasciare traccia dei tuoi incontri. Tu, dedito ad un'opera che esiste da quando esiste l'uomo, la trasmissione di conoscenza da bocca a orecchio. Chissà cosa volevi dire nel tuo inglese strano, trascritto dai tuoi allievi, e quale sforzo per comunicare le tue conoscenze attraverso una lingua non tua. Quella frase l'hai detta seriamente, oppure stavi ironizzando? Non sapremo mai con quale inflessione hai pronunciato quella certa parola. Né cosa volevi dire ai presenti con le tue argute provocazioni.

Forse non è stato facile lasciare Gurdjieff e il suo lavoro per intraprendere la tua personale avventura. Chissà quante volte hai visto e rivisto ogni singola pagina di Frammenti, rimandando sempre la sua pubblicazione. E come ti sarai sentito quanto hai dovuto abbandonare il tuo lavoro a Londra a causa della guerra? Come sarà stato attraversare l'oceano per portare la tua conoscenza in America? E questi allievi che chiedevano e chiedevano, senza mai smettere, cosa sia veramente il Ricordo di sé, come fare a crescere, se possiamo governare la Legge dell'Ottava, cosa significa essere mangiati dalla Luna, cosa vuol dire essere una pellicola di vita organica... se questo nostro essere nulla, rispetto all'immensità del cosmo, possa conciliarsi con uno scopo individuale. E tu che a volte spiegavi instancabilmente, altre volte tagliavi corto quasi sbrigativo, altre ancora ironizzavi tagliente.

Com'erano le sale in cui tenevi le tue lezioni? "Qui abbiamo l'Assoluto, qui l'intervallo dell'Ottava..." C'era sempre la lavagna, perché tu potessi tracciare i tuoi complessi diagrammi? Come si sedevano i tuoi allievi intorno a te?
Chissà com'è stata la tua vita, chissà quali erano i tuoi pensieri mentre andavi via da quegli incontri, maestro di costanza, pazienza e onestà intellettuale.
Caro Pëtr Demianovič, siamo veramente felici di aver potuto tradurre e ridare vita al tuo testo.
Chissà se abbiamo contribuito a far vivere la tua opera nel tempo.


Recentemente la Teca Edizioni ha pubblicato il nuovo libro di Ouspensky, inedito in Italia, dal titolo INCONTRI CON IL MAESTRO. Chiunque volesse acquistarlo può cliccare su link sottostante.

Letto 1308 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 23:16

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