Martedì, 08 Luglio 2014 11:58

Quarta Via: Manuale del buon regista per i suoi attori

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Diventa possibile per noi prendere la regia della nostra vita, vedendo quanti “Io” siamo, in armonia e rispetto di quello che c’è?
Sei passi per andare in scena con il nostro giudice interiore e far sì che diventi nostro alleato nella messa in scena della nostra vita
1) Guardarsi dentro (il ruolo di protagonista)
2) C'è un grande bisogno di suggerimenti dalla Regia
3) La riunione della Compagnia
4) Sul Regista si può sempre contare
5) Aspettando l'arrivo del Padrone del Teatro
6) L'Opera!

PRIMO PASSO: Guardarsi dentro (il ruolo di protagonista)
Mi rivolgo a te, signor Giudice. Tu che sei spesso stato il primo attore in questo Teatro della mia esistenza. Da qualche tempo desidero imparare a fare il Regista, e perciò vorrei anche cambiare un po' le cose nel Teatro e fra i miei attori. Perché vorrei realizzare l'Opera più bella che io abbia mai concepito. Non preoccuparti, non farò l'errore ingenuo di cercare di zittire te, che nella nostra Compagnia hai spesso fatto il primo attore. Ho già provato a muoverti guerra e ho sempre perso. Ti ho solo reso più sospettoso, e ancora più geloso della ribalta. Pur di non farti buttare fuori dallo spettacolo sei in grado, con le tue doti di camaleonte, di riprenderti le luci dei riflettori sbucando all'improvviso da dietro le quinte, sotto mentite spoglie. E nemmeno proverò a sedurti, chiedendoti di recitare un ruolo che non ti si addice. Ho capito che rivendichi la tua parte nella rappresentazione. Ci ho riflettuto, e credo che tu ne abbia il pieno diritto. Desidero anzi ringraziarti per tutte le volte che il tuo ancestrale istinto di sopravvivenza ci ha permesso di sopravvivere, replica dopo replica. Ma se tu potessi guardarti attorno, vedresti che accanto a te ci sono molti altri attori. Probabilmente riconosceresti qualcuno che ti è capitato di incrociare nei camerini, ma ti accorgeresti anche di molte altre facce completamente nuove, perché sei stato tanto assorbito dal tuo personaggio da perdere la visione d'insieme. Non ti sei accorto dell'intero Teatro, dei suoi meravigliosi meccanismi e delle sue infinite possibilità. Sono qui per dirti che siamo una Compagnia e dobbiamo lavorare insieme.
Cosa significa "Insieme"? Già, è un vocabolo che ti risulta nuovo: vediamo come posso provare a spiegarlo.
"Insieme" vuol dire:
- Sentirti meno solo. Non ti senti mai solo? Sarebbe bello che tu fossi responsabile esclusivamente della tua parte, lasciando agli altri la loro. Nel tuo delirio di onnipotenza (seppure nel tentativo di avere il pubblico dalla tua), non ti sei forse caricato di troppa responsabilità?
- Scoprire che esistono altri punti di vista, che possono ampliare l'orizzonte. Mi accorgo infatti di quanto siamo stati prigionieri di ruoli sempre uguali a se stessi.
- Poterti prendere di tanto in tanto un po' di riposo. Non sei stanco!? Potrai essere così più in forma quando toccherà a te.
Capisco che la Regia l'hai troppo spesso fatta tu. "Hai sbagliato di nuovo", "Così non va", "Nel tuo lavoro non fai abbastanza attenzione", "Non ti impegni a sufficienza", "Non sei all'altezza", "Rischi di fare cattiva figura"... Il tuo copione prevede solo questo genere di locuzioni, e il loro effetto si traduce in paralisi, depressione, stanchezza, rinuncia, frustrazione... Paura. Perfino con i tuoi paternalistici "Puoi fare meglio" fai sentire il tuo giudizio. E così il risultato è sempre lo stesso: i nostri spettacoli non ci danno alcuna gioia reale. Alla fine magari ci sono anche gli applausi, ma mai ci soddisfano davvero. Cosa possiamo fare per rinnovare questo Teatro? Lascia a me la Regia.

SECONDO PASSO: C'è un grande bisogno di suggerimenti dalla Regia
Per realizzare la nostra Opera, c'è un grande bisogno di indicazioni pratiche: quando non facciamo centro, abbiamo bisogno di sapere come aggiustare il tiro. Sì, mi riferisco a semplici suggerimenti, come: "Più a voce alta", "Più vicino al proscenio", "Più ritmo", "Più melodia"... Per sapere come muoverci, per non rimanere paralizzati dalla paura, per non smarrire l'entusiasmo.

TERZO PASSO: La riunione della Compagnia
È ora di indire una riunione! Ho convocato tutti i miei attori sul palco.
Dovremo prendere confidenza con i tuoi compagni di scena. Caro il mio Giudice, hai paura, vero? Ti sembra un azzardo lasciare che questi sconosciuti entrino in gioco. Ma occorre conoscerli, per capire quale ruolo affidare ad ognuno. Dovremo anche pazientemente dare loro il tempo di riacquistare fiducia. Chi ti ha conosciuto spesso si è sentito travolto e mortificato dai tuoi giudizi.
Qualche rischio lo dovremo comunque correre. O vuoi davvero che continuiamo a muoverci sul nostro "territorio sicuro", ripetendo all'infinito il nostro logoro copione? Guarda come sta diventando sempre più stretto, vedi come la sala si svuota e noi siamo sempre meno credibili? È vero, qui siamo al sicuro, perché tu reciti molto bene la tua parte, ma siamo anche sempre più al buio, più stanchi e depressi. Da qui non vediamo più il Cielo. Per l'Opera che dobbiamo preparare, abbiamo bisogno di una visione molto più ampia.
Serve chi abbia buon fiuto e sappia riconoscere i veri talenti, quelli nascosti nelle pieghe più profonde dei nostri cuori. Serve qualcuno comprenda il senso del nuovo copione, accanto a qualcuno che sia abbastanza determinato nel raggiungere il nostro nuovo coraggioso obiettivo. Serve anche qualcuno con quel briciolo di spregiudicatezza che ci affranchi dai luoghi comuni e dal continuo bisogno di riconoscimenti del pubblico pagante. Serve chi abbia la determinazione e la perseveranza necessarie per tradurre le indicazioni di Regia in azione scenica. Serve che tutti partecipiamo all'Opera, mettendo assieme talenti e conoscenze. Per la nostra Opera sono necessari ascolto, dialogo, conoscenza e condivisione.

QUARTO PASSO: Sul Regista si può sempre contare
Gurdjieff avrebbe chiamato questa ricca Compagnia di attori "legione interiore". Dobbiamo scoprire soprattutto chi fra di noi conosce profondamente il significato della parola "Insieme". C'è poi un Regista. Gurdjieff lo avrebbe chiamato "Maggiordomo" (letteralmente il servo maggiore nella casa), proprio per dare l'idea di qualcuno che sa di cosa c'è bisogno per mettere un po' di ordine in una casa alla deriva, perché in balìa dell'anarchia più totale. Su un Maggiordomo che sa fare il suo mestiere si può sempre contare. Per quanto mi riguarda so di non essere perfetto, sto crescendo, sto imparando a fare il Regista, ma state sicuri: ce la metterò tutta.

QUINTO PASSO: Aspettando l'arrivo del Padrone del Teatro
Quando come Regista avrò fatto un buon Lavoro, quando tutti insieme saremo allineati in un'intensa attività che unisce la ricerca nelle profondità del cuore dei nostri veri desideri con una disciplina ed un rigore amorevoli, quando l'Opera sarà quasi allestita, potremo aspettarci l'arrivo del Padrone del Teatro.
L'occhio al centro del triangolo è il simbolo che lo rappresenta. L'ho fatto dipingere sulla porta d'ingresso di questo Teatro. È l'occhio del Dio che tutto sa. Questo non significa, come credevamo da bambini, che dal cielo Dio sia impegnato ad osservarci, annotando tutte le nostre buone o cattive performances, per poi ricompensarci o punirci. Quell'occhio è in noi, è specchio neutro del nostro grado di Conoscenza dell'Opera. A noi, Compagnia di attori riunificata, l'arduo e meraviglioso compito di mostrarci alla sua vera Luce, la Luce dell'Amore Cosciente.

SESTO PASSO: L'Opera!
Trovare l'unità nell'Uno, vivere pienamente la nostra unicità, offrirla al mondo senza alcuna superbia, né alcun senso di inferiorità, poter brillare e gioire della nostra vera luce, lasciandoci guidare dal nostro occhio interiore, non più offuscato da giudizi preconfezionati. Vi sembra un obiettivo troppo grandioso? Lo è. Però noi possiamo provarci, non abbiamo nulla, davvero nulla da perdere. Sarà l'Opera più bella, più completa, più stupefacente che noi possiamo realizzare.
Letto 2032 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 23:04

Commenti (2)

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  1. 5 / 5

Utilissimo e bellissimo articolo - grazie mille....

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Il Giudice interiore, questa forte istanza... quando è nella sua piena fragilità, scoprendo la sua ferita, ti puoi avvicinare e osservare che piange. Le sue difese nascono per difendere qualcosa di molto prezioso. Ma se riesci ad interagire è un ottimo alleato perchè ha imparato moltissime cose. L'importante è non fare finta che non esiste o pensare di non vederlo, perchè quando non lo vediamo, vuol dire che è l'io di turno. Non potendolo osservare vuol dire che ci siamo identificati in lui. Questo è il mio punto di vista. Bellissimo post.

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