Domenica, 26 Luglio 2015 00:00

Quarta Via: nutrirci di nuove impressioni

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Ci rendiamo conto dell’importanza delle impressioni che riceviamo nella nostra quotidianità? Per noi sono un nutrimento fondamentale, più del cibo…
Quanta importanza hanno sul nostro psichismo le impressioni che assimiliamo? Siamo capaci di accogliere e nutrirci di nuove impressioni? Oppure siamo condizionati da atteggiamenti di recriminazione costante verso noi stessi e gli altri, da pensieri negativi ricorrenti a cui sono legate emozioni negative?

Le neuroscienze ci insegnano che l'essere umano nei suoi primi trent'anni assimila una serie di pensieri che diventano poi comportamenti abitudinari, strutturandosi in una sorta di set di programmi. Il 90% di quello che siamo esiste a livello subconscio in questo equipaggiamento programmato in cui il corpo è andato a memorizzare i comportamenti, le reazioni emotive, i ricordi, gli atteggiamenti, le abilità, le abitudini.
Pensiamo ad un computer che contiene programmi che funzionano automaticamente. Se un uomo ha coltivato per trent'anni pensieri come "non valgo nulla", "non vale la pena fare nulla per me", "non merito nulla" oppure come "sono il migliore, gli altri debbono sottostare ai miei ordini", continuerà a produrre pensieri, sensazioni ed emozioni legati a questi codici che saranno, a loro volta, memorizzati e ripetuti dal corpo. Infatti, se non riusciamo a pensare diversamente da come ci sentiamo, noi non riusciremo mai a cambiare.
Allora la routine che dobbiamo spezzare è l'abitudine di essere noi stessi!
Se all'improvviso tale uomo decidesse di interrompere questo set di programmi automatici e dicesse a se stesso "voglio essere felice, basta con tutti questi pensieri di autosvalutazione o sopravalutazione", il corpo che ha assimilato i codici negativi riprenderebbe il telecomando in mano, facendo tornare la persona ai suoi vecchi io svalutanti o ipervalutanti.

Cambiare significa, invece, pensare oltre i ricordi che abbiamo memorizzato attraverso il corpo. Per cambiare veramente occorre introdurre un nuovo tipo di "ricordo" che è in grado di farci sentire nuovi individui. Tale tipo di Ricordo, conseguito mediante un lavoro su di sé che rompe la meccanicità del corpo, delle emozioni e dell'intelletto e che consente di attingere ad un altro livello, quello spirituale, può portare a costruire nuove interrelazioni sinaptiche, nuovi pensieri e nuovi stati emozionali. Porta a percepire il proprio valore, la reale grandezza di co-creatori.
Letto 1191 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 22:01

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