Venerdì, 03 Aprile 2015 00:00

Quarta Via: La storia della nostra infanzia

Scritto da
Ti piace?
(53 Voti)
Il bambino che eravamo rimane nell’adulto che siamo. Scopri anche tu leggendo questo articolo cosa significa questa straordinaria verità.
Immaginiamo che l'essere umano sia come un sasso gettato nell'acqua, dove i cerchi concentrici che si formano sempre più ampi, rappresentano i contesti di cui egli è parte e con cui è in relazione. Che legame hanno fra loro questi cerchi?

Il cerchio centrale rappresenta la relazione fondamentale, quella con se stessi, che inizia già nell'utero materno. Il nostro viaggio comincia proprio da laggiù e, anche se ce ne dimentichiamo, a livello della memoria storica, il nostro corpo conserva delle memorie relazionali importanti di questa fase. La relazione intersoggettiva è estremamente importante già nelle primissime fasi della vita perché è alla base di tutto il processo di crescita e della relazione che si instaurerà con se stessi nella vita adulta. Questa relazione ha bisogno, per crescere, di rispecchiarsi in un altro rapporto, che in questa fase è rappresentato dal contatto con l'utero.

Dopo la nascita, nelle prime fasi della crescita, fondamentale per lo sviluppo diventa la relazione con la madre e con l'ambiente materno, che svolge la stessa funzione di rispecchiamento e che evoca nel figlio le sue potenzialità. La madre rappresenta addirittura l'essenza del figlio, la sua grandezza. Per questo i genitori e l'ambiente hanno un'enorme importanza: il figlio impara ad essere se stesso attraverso l'imitazione di essi. Questo ci fa comprendere che esiste un processo di rispecchiamento fondamentale per riconoscere quello che noi siamo. Dal punto di vista psicologico, questo è chiamato il fenomeno della 'risonanza', ma anche della 'sintonizzazione': mi sintonizzo sulla lunghezza d'onda dell'altro e ciò mi induce a sentire uno stato corrispondente. Per esempio, quando l'ambiente diventa nervoso, rispecchia nel bambino nervosismo o induce dall'esterno qualcosa, che, potenzialmente, c'è già al suo interno.

Pur avendo tutto dentro, abbiamo bisogno che l'altro ce lo faccia vedere. Allora, da adulti, quando entriamo in rapporto con l'altro possiamo iniziare a domandarci: "A cosa mi serve questa relazione? In che modo mi rispecchia?".

Il bambino che eravamo rimane nell'adulto che siamo, insieme alle ferite della sua storia e alle sue potenzialità. Abbiamo dentro dei bambini stupendi, ma anche quella parte della nostra storia infantile ed adolescenziale, che è stata ferita. Essa, se allontanata, potrebbe aver bisogno di una relazione terapeutica o con una guida spirituale, per far riemergere la sua vitalità e per riaprire un dialogo costruttivo con la vita. Il processo di guarigione consiste proprio nel riportare l'interezza nella relazione tra le parti, nel mettersi in un rapporto diverso con se stessi, abbracciando le ferite, accettando quello che c'è e imparando ad amarlo.
Letto 1436 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Maggio 2016 22:36

Commenti (0)

Rated 0 out of 5 based on 0 votes
Ancora non ci sono commenti dei visitatori.
Perchè non inizi tu ad attivare il dibattito?

Lascia un Commento!

Per pubblicare IMMEDIATAMENTE i tuoi commenti Registrati o Entra nel tuo account. Sign up or login to your account.
Allegati (0 / 3)
Share Your Location